34° Distaccamento Permanente “Toro” Dai Cieli del Piemonte ai cieli del mondo” “HUEY HOUSE”

34° Distaccamento Permanente “Toro”  Dai Cieli del Piemonte ai cieli del mondo” “HUEY HOUSE”

Si premette che l’articolo è stato svolto in due parti, la prima a terra, prima del Lock Down e la seconda parte, post CODIV-19 in Giugno, rispettando le norme sanitarie in vigore inserite nel Decreto Legge del 19 maggio 2020.

Giovedì 13 febbraio il nostro inviato è stato gentilmente accolto dal Ten. Col. P.O. Corrado Motta Comandante del 34° Distaccamento Permanente “Toro” con sede presso l’aeroporto militare “Mario Santi” di Venaria Reale in provincia di Torino. Insieme al Comandante erano presenti il Magg. P.O. Salvatore Barbanti e il 1°Luogotenente Nicola Labruna. Dopo un caffè di benvenuto presso la buvette del reparto mi hanno illustrato l’agenda della visita così da poter concordare come svolgere al meglio il servizio foto-giornalistico.

L’aeroporto di Venaria Reale è un aeroporto militare italiano situato a 5 km a nord della città di Torino, in un contesto naturale di uno dei Parchi Reali parco naturale “La Mandria”, alle spalle della catena montuosa delle Alpi Cozie dove spicca il maestoso Monviso. La confinante Reggia di Venaria Reale che fu una delle Residenze Sabaude, progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte, oggi fa parte dell’UNESCO ed è iscritta nella Lista del Patrimonio dell’umanità dal 1997.

Foto della Reggia di Venaria Reale

L’aeroporto è intitolato alla memoria del Ten. Col. Mario Santi, Ufficiale di Artiglieria insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Carso 3/07/1915 01/031916) e di due Medaglie d’Argento al Valor Militare (cielo del Carso agosto 1917 e cielo del Piave novembre 1917). Il sedime aeroportuale, che risale ai primi anni del 900 ed è uno dei più vecchi aeroporti italiani, il 31/ maggio 1983 è transitato dal demanio pubblico dello stato, ramo Aeronautica, al demanio pubblico dello stato, ramo Esercito. L’aeroporto, il cui codice ICAO di riconoscimento per la navigazione LILW (lima india lima whiskey) non è più attualmente in uso, dispone di una pista di volo semi preparata, lunga 600 metri e larga 30 metri, con orientamento 15/33 utilizzano fino al 2010 anche per attività con G222 e C27J.

Secondo fonti storiche, nel periodo maggio-giugno 1909 il biplano Faccioli, pilotato dal figlio Mario, spicca diversi voli partendo proprio dai prati della Venaria Reale sede dell’attuale aeroporto Mario Santi. L’aereo, che spiccò il primo volo il 13 gennaio 1909 dall’ippodromo Mirafiori, successivamente convertito in aeroporto di Torino Mirafiori nel 1911, è stato il primo velivolo completamente costruito e progettato in Italia. Il primo prototipo dell’Ingegnere torinese fu andato distrutto dopo i primi voli come, purtroppo, accadeva spesso in quei tempi essendo i mezzi costruiti in legno e tela e con motorizzazioni davvero di piccole potenze.

Ricordiamo nel 1907, in America, anche gli storici pionieri fratelli Wright con il loro Flyer fecero diversi tentativi prima di riuscire a spiccare il primo volo che durò solo pochi minuti.

Non da meno il nostro Ingegnere Faccioli dal campo di Venaria, diventato poi un aeroporto militare, si trasferì successivamente nelle aeree demaniali di Cameri per poter continuare la sperimentazione di nuovi velivoli. Aristide Faccioli si tolse la vita nel 1919 si dice presumibilmente per il doloro insopportabile causato della perdita del figlio.

Con l’inizio della Prima Grande Guerra il campo di Venaria Reale venne utilizzato dal Regio Esercito per formare valorosi aviatori militari. Vennero consegnati brevetti a ben 350 piloti, utilizzando anche l’aeroporto di Torino-Mirafiori dove si formarono i più celebri assi del conflitto che durò fino alla fine delle ostilità nel 1918. Nello stesso anno venne fondata una sezione di difesa aerea dotata di “Savoja Pomilio SP-2” un biplano monomotore ricognitore armato costruito dall’Azienda dell’Ingegnere Pomilio. 

Nel 1920 divenne la sede della 39° Squadriglia del Servizio Aeronautico del Regio Esercito e iniziò le operazioni a Sammardenchia di Pozzuolo del Friuli con aerei Savoia-Pomilio SP.2.

Nel giugno del 1940 vennero ospitate: la 31° Squadriglia Ricognizione e la 40° Squadriglia Ricognizione dell’Aviazione Ausiliaria per l’Esercito. Dotate di velivoli della “IMAM” Ro.37 Lince, (Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali), produsse aerei dalla metà degli anni venti fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Negli anni successivi operò con la 123° Squadriglia del 73° Gruppo Osservazione Aerea su velivoli Caproni Ca.313 bimotore ad ala bassa.

Nel settembre del 1943 si insediò il 71° Gruppo Volo del 20° Stormo da Osservazione Aerea e vi rimase fino alla fine della seconda Guerra Mondiale.

A seguito degli eventi bellici della 1^ e della 2^ Guerra mondiale, presso l’aeroporto di Venaria Reale, si insediano a metà degli anni 50 i primi pionieri della neonata Aviazione Leggera dell’Esercito sino a giungere ai giorni nostri con il 34° distaccamento permanente “TORO” e con l’attuale linea di elicotteri “Agusta Bell 205” la cui denominazione tecnica è “UH-205 A”.  

Il 34° Gruppo Squadroni AVES, oggi rinominato 34° Distaccamento Permanente.

Cenni Storici del 34esimo “Toro”.

Questo aeroporto, uno tra i più vecchi d’Italia, è oggi sede del 34° distaccamento permanente “Toro” che dipende gerarchicamente dal 4° reggimento AVES “ALTAIR” con sede a Bolzano. Tutti i nomi dei reparti dell’Aviazione dell’Esercito fanno riferimento a costellazioni o a stelle ed in tal senso il Reggimento porta il nome della stella più luminosa della costellazione dell’Aquila ovvero ALTAIR mentre i due gruppi dipendenti fanno riferimento alla costellazione del TORO e del leggendario re dell’Etiopia CEFEO per il gruppo di volo che insiste presso la sede del reggimento. Il reggimento si costituì il 20 gennaio 1976, quando tutte le unità di volo, alle dipendenze del 4° Corpo d’armata alpino vennero raccolte sotto un unico comando. La Bandiera di Guerra del 4° reggimento AVES “Altair” è decorato di cinque Medaglie d’argento al valor civile, una medaglia di bronzo al valore dell’Esercito, una croce d’argento al merito dell’Esercito, quest’ultima ottenuta in Mozambico DPR 1995 ed infine una Croce di bronzo al merito della Croce Rossa Italiana.

Il 4° Altair ha alle sue dipendenze due reparti di volo: il 54° gruppo squadroni “CEFEO” con sede a Bolzano con elicotteri UH-205 A e il 34° distaccamento permanente “Toro” sulla base di Venaria Reale anch’esso equipaggiato con elicotteri UH-205 A.

Nel 1954 a Venaria Reale, presso l’eliporto “Mario Santi”, prese vita uno dei primi reparti della nascente Aviazione dell’Esercito. Il reparto, con compiti di osservazione aerea, era impiegato per le esigenze della Divisione Cremona e della Brigata Alpina Taurinense.

Nel 1957 si costituì la S.A.L. (Sezione Aerei Leggeri) della Taurinense, trasformata nell’ aprile del 1963 in R.A.L. (Reparto Aviazione Leggera).

Nel febbraio 1976 il R.A.L. Taurinense passa alle dipendenze del 2° Gruppo Squadroni E.R.I. (su basi di Belluno, Venaria e Campoformido) inquadrato nel 4° Raggruppamento Aviazione Leggera dell’Esercito “Altair” di Bolzano.

Nel successivo mese di marzo 1976 il 2° Gruppo divenne 44° Gruppo Squadroni ERI “Fenice” di Belluno, nato dalla fusione dei R.A.L. della Brigata Orobica e Taurinense.

La nuova unità di base a Venaria, il 442° Squadrone ERI, nel 1977 perse la fisionomia alpina.

Il primo settembre del 1985 nasce il 34° Gruppo Squadroni A.L.E. “Toro” che inquadra oltre al 442° Squadrone ERI-3 anche il 545° Squadrone E.M. (Elicotteri multiruolo) della Scuola Militare Alpina in organico dal 1 agosto 1971 come R.A.L. SMALP basato a Pollein ad Aosta. Dal 1988 è alle dipendenze del 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Altair” di Bolzano. Il 1 giugno del 1976 il RAL SMALP passò alle dipendenze del 54° Gruppo Squadroni E.M. “Cefeo” e cambiò il nome in “545 Squadrone E.M.”, sciolto poi il 1° settembre del 1991.

Dal primo gennaio 2000 l’unità assume la denominazione di 34° Gruppo Squadroni Cavalleria dell’Aria “Toro” e dal 2003 cambia in 34° Gruppo Squadroni Aviazione dell’Esercito (AVES).

Inserito nel contingente “Cuneense” della forza mobile NATO, ha preso parte a numerose esercitazioni in: Danimarca, Norvegia, Turchia, Albania. In ambito ONU è stato impiegato in Mozambico nel 1993-94.

Partecipa anche alla missione NATO in Bosnia-Erzegovina in Kosovo ed alle operazioni in Namibia, Kurdistan, Libano Afghanistan e Iraq.

Panoramica di oggi del 34° Distaccamento Permanente “Toro”

Il reparto è intervenuto, inoltre, in numerosi interventi di ricerca e soccorso e di protezione civile quali: soccorsi alpini, alluvione in Valtellina, alluvione in Piemonte nel 1994, 2000 e 2016 e partecipa, con i propri assetti, alla campagna antincendio boschiva intervenendo in particolare in maniera cospicua e risolutiva nell’ottobre 2018, durante i numerosi incendi che si verificarono nella regione Piemonte. Gli interventi svolti dal 545° squadrone EM sulle montagne della val d’Aosta sono valsi al reggimento una medaglia d’argento al Valor Civile (30 aprile1975) con la seguente motivazione:

“Con infaticabile slancio, generosa abnegazione e sprezzo del pericolo Il Reparto Aviazione Leggera della Scuola Militare Alpina di Aosta, in tre anni di attività, ha effettuato numerose missioni di soccorso alpino, contribuendo in maniera determinante a salvare molti turisti e valligiani (Valle d’Aosta 1971-1974)”.

Con i propri assetti partecipa giornalmente al Pronto Intervento Aereo Nazionale (PIAN) in una dimensione poliedrica e duale e di concreto servizio al Paese alla Ricerca e Soccorso, alle operazioni di Salvaguardia della vita Umana ed alla campagna Antincendio Boschivo.

Gli Aeromobili avuti in dotazione dalla sua costituzione ad oggi sono: Piper L 21 B, elicottero AB 47 G-3 B, elicottero AB 205 ESC-3 (UH-205 A), elicottero da ricognizione AB 206 Jet Ranger, ceduto al Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito qualche anno fa.

Il 34° Distaccamento Permanente.

Il Comandante, Ten. Col. Corrado Motta, ci ha mostrato il reparto dove è evidente sullo sfondo del bellissimo ed impetuoso Monviso la storicità dei piccoli hangar ancora presenti, ammodernati ma ancora utilizzati e risalenti ai periodi passati. Il motto del reparto: “dai cieli del Piemonte ai cieli del mondo”, evidenzia una storia davvero ineguagliabile e di quanto questo reparto, seppur un piccolo distaccamento, si sia adoperato per la difesa della nostra Italia. È un distaccamento equipaggiato e addestrato per missioni di supporto ad operazioni delle forze terrestri e alpine addestrato in maniera particolare ad operare in ambienti ostili come quelli montani. Gli equipaggi di volo del reparto sono tutti abilitati N.V.G. (Night Vision Goggles), sistemi ad intensificazione di luce, che consentono di per poter volare anche in condizioni in condizioni di scarsa illuminazione notturna.

Missione I-0551, Naqoura-Venaria Reale: Ritorno dal Libano.

Normalmente gli elicotteri vanno e vengono dai T.O. con vettori navali, ma per l’occasione (il definitivo ritiro degli UH-205 A dal Libano, il 34° “Toro” non se l’è sentita di “tradire” i gloriosi elicotteri accompagnandoli al traghetto e così si è reso artefice e protagonista di pianificare, organizzare e condurre il loro glorioso rientro in patria. Di seguito i numeri del rientro effettuato tra il 26-29 Febbraio 2008: n. 4 elicotteri monomotore UH-205 A, n. 4 equipaggi per un totale di 18 uomini trasportati, 4000 Km percorsi Libano, Siria (fuori dalle acque territoriali) Turchia, Grecia e Italia le nazioni sorvolate, 19,5 ore di volo/elicottero, 9 scali intermedi.

Queste cifre racchiudono i dati della missione I-0551 che portarono i 4 velivoli AB-205 A da Naqoura (Libano) a Venaria Reale (TO) Italia, chiudendo così l’epoca degli UH-205 A Italiani nel teatro mediorientale nell’ambito del Contingente ITALAIR alle dipendenze UNIFIL dell’ONU. I velivoli vennero poi sostituiti dagli AB-412 insieme ai AB-212 già presenti sul territorio.

Foto in volo sulla rotta di rientro in Italia

Le marche dei 4 elicotteri (assi per l’occasione) nella trasvolata furono 1) l’AB-205 EI-299 M.M.80551, dipinto con una livrea speciale “special color” (il bianco che contraddistingue i velivoli delle Nazioni passava, progressivamente, alla vernice originale grigio-verde mimetica dell’AVES e sulla porta di accesso alla cabina piloti vi era disegnato un asso di cuori; 2) EI 273 M.M. 80525, asso di quadri; 3) EI 348 M.M. 80719, asso di fiori; 4) EI 353 M.M. 80724, asso di picche. Il reparto in servizio nel T.O. Libanese dal mese di Agosto 2007 al comando del T.C. Pilota Arrigo Arrighi e dopo aver assicurato missioni di Medevac (Medical Evacuation) e di supporto logistico e operativo alle forze UNIFIL rientrava così in patria concludendo l’esperienza operativa.

Di seguito l’elenco degli uomini del 34° “TORO” protagonisti di questo volo di rientro eccezionale:

Piloti: Comandante Ten. Col. Pilota Arrigo Arrighi, Maggiore Negro, Capitani Motta e Beraudo Tenenti Roncoloni e Barbanti, 1° Marescialli: Fulcheri, Mongiovì e Moi.

Personale Tecnico: Capitano Stringini, 1° Marescialli: Bilardo, Caianiello, Cerri, Allegrini, Bosisio e Dimitri, Sergente Nibbio, Volontario Notaristefano

Il livello di preparazione degli uomini del 34 distaccamento permanente “TORO”, è molto alto. Si addestrano tutti i giorni con i colleghi Alpini in missioni specifiche in scenari italiani, rappresentati per lo più da ambienti “ostili” della nostra catena delle Alpi, imbarcando personale di reparti specializzati e trasportando materiale/sistemi d’arma, motoslitte o barchini del genio militare con il gancio baricentrico. Effettuano voli con altri assetti dell’Aviazione dell’Esercito e sono di supporto in molteplici esercitazioni congiunte italiane come la CAEX, riproducendo scenari tipici dei Teatri Operativi, l’esercitazione SATER 03/2016, organizzata proprio sull’aeroporto di Venaria Reale, per l’addestramento al soccorso di equipaggi di diverse Forze Armate e Corpi Armati dello Stato Italiano, allo scopo di intervenire rapidamente e con procedure standardizzate in caso di ricerca e soccorso ovvero in caso di calamità naturali.

I Riconoscimenti Civili al Reparto.

Le innumerevoli attività di soccorso svolte dal reparto hanno valso nel marzo 2017 il riconoscimento, da parte del Comune di Venaria Reale, di un attestato di Benemerenza Civica per le attività di soccorso a favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni del 1994,2000,2016.

L’11 Aprile 2019 il Comune di Sangano (TO) ha insignito il reparto di un’altra onorificenza con il riconoscimento della “Cittadinanza Onoraria” al ricordo del Serg. Magg. Marco Matta MOVM esprimendo affetto, stima e gratitudine per le attività di soccorso svolto a favore della popolazione piemontese e per le molteplici missioni di pace all’estero condotte sempre con elevata professionalità coraggio e abnegazione.

Mission Statement.

Il 34° distaccamento permanente “Toro”, quale elemento operativo del 4° rgt AVES “ALTAIR” è un reparto dell’Aviazione dell’Esercito schierato nel settore nord ovest dell’arco alpino.

E’ organizzato, equipaggiato e ben addestrato per supportare il combattimento mediante l’effettuazione di missioni di supporto alla manovra tattico-logistica delle operazioni terrestri con priorità sull’orientamento delle truppe alpine in ambiente montano.

Il reparto può partecipare al supporto delle Operazioni Speciali in ambiente montano. Concorre in una dimensione duale e di concreto servizio al Paese alla ricerca, soccorso e operazioni di salvaguardia della vita umana. Partecipa, inoltre, alla campagna Antincendio Boschivo, secondo quanto previsto dal Piano di Intervento Aereo Nazionale.

Il 34° Distaccamento Permanente “Toro” e il suo fratello gemello, sulla base di Bolzano, il 54° Gr. Squadrone “Cefeo”, disegnando due cerchi di raggio pari a due ore di volo per ciascuno reparto, riescono praticamente a coprire, come aerea di servizio aereo, dal confine nord-est al confine nord-ovest dell’Italia, ovvero da Trieste a Torino.

Le pluri attività del Reparto.

Il reparto visitato oggi ci è stato egregiamente presentato dal Comandante Ten. Col. Corrado Motta, che ha esposto le diverse attività che può svolgere con il suo qualificato personale di volo e con l’utilizzo dei tre moderni UH-205 A.

In questa giornata abbiamo assistito all’imbarco dei paracadutisti C.S.E. (Centro Sportivo Esercito), un elicottero li ha trasportati a 4000 metri di quota, altezza necessaria per poter effettuare il lancio in caduta libera per ben 40 secondi ed eseguire figure a corpo libero.

Uso del gancio baricentrale

Un’altra attività che ci è stata presentata è “l’elitrasporto tattico” con l’uso del gancio baricentrico dell’UH-205 A di un obice OTO Melara MO-105/14 del peso di 1280 Kg, attività svolta per poter trasportare, nelle aeree interessate, le truppe di artiglieria da montagna. In una giornata perfettamente soleggiata il 34esimo, sulla propria sede, e un reparto di artiglieria da montagna della Brigata Alpina “Taurinense”, ci hanno mostrato, le complesse procedure di elitrasporto che consistono nel coordinare e gestire l’avvicinamento del velivolo ed il successivo aggancio dell’obice in sicurezza sotto il ventre dell’UH-205 A, tutto questo grazie agli uomini in perfetto assetto operativo.

Le altre attività svolte reparto sono:

Rappelling” (Discesa con tecnica alpinistica). Vengono impiegate le due principali tecniche alpinistiche di discesa (e per tale motivo si parla di “corde”) usando funi in fibra poliammidica, comunemente chiamate “corde d’alpinismo”, con un diametro da 8 ad 11 mm ed una lunghezza minima di 60 metri, che consentono una discesa da altezze anche superiori a 50 metri: discesa in corda singola (single rope/line technique) con corda di tipo statico; discesa in corda doppia (double rope/line technique) con corda di tipo dinamico;

“Fast Rope” (discesa con “Barbettone” o “Canapone”), tale tecnica si esegue posizionando l’elicottero in volo stazionario (Hovering) ad una quota che può variare tra i 15 ai 40 metri. Sull’elicottero è agganciata e messa in sicurezza una grossa fune sintetica (Rope) lunga non meno di 30 metri e con un diametro non inferiore a 4.4 cm, viene gettata e fatta cadere sotto l’elicottero e i reparti speciali si calano velocemente a terra, solitamente con attrezzatura full combat.

“Mountain Warfare” (Guerra in montagna) è il trasporto delle truppe alpine del nostro Esercito tramite l’uso dell’elicottero in zone ostili ed impervie. Normalmente viene svolto a quota elevate e una volta sbarcate le truppe devono essere autonome nelle loro azioni di addestramento montano a climi rigidi con neve, vento etc.

Attività con il Gruppo Sportivo Esercito

Il Servizio CNSAS e AVES è un’attività particolare dove rientrano sia il 34° distaccamento permanente che i colleghi del 54° Gruppo Sq. “Cefeo” di Bolzano. E’ una preziosa collaborazione siglata lo scorso 8 novembre 2018 presso la sede del 4° “Altair” di Bolzano tra l’Esercito Italiano e il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS); si è firmato un importante accordo tecnico sulla formazione e l’addestramento al verricello degli operatori dell’Aviazione dell’Esercito e delle Truppe Alpine. Questo accordo ha unito la collaborazione sinergica tra le parti in grado di svolgere un servizio utile di soccorso e ricerca in ambiente montano ogni qualvolta un escursionista rimanga ferito, disperso o disorientato.

Come ultima, ma non meno importante è l’attività svolta a favore dell’istituto Geografico Militare (IGM) per raggiungere i più impervi confini Italiani che lo delimitano contraddistinguendolo dal territorio dal paese confinante. Il personale dell’IGM incaricato delle verifiche programmate ogni qualvolta abbia bisogno di un controllo dei “cippi confinali” (colorati e disposti sui confini in zone montane) richiede l’intervento degli elicotteri e quindi il 4 ALTAIR mette a disposizione i propri assetti (velivoli ed equipaggi) per il raggiungimento, in sicurezza e con rapidità, gli obiettivi istituzionale del personale dell’I.G.M

Squadrone Mantenimento.

Nel sedime aeroportuale è presente un hangar che fornisce manutenzione (Squadrone Mantenimento) fino al primo livello tecnico dalle 25 alle 150 ore di volo dell’UH-205 A. Oltre a ispezione giornaliera i tecnici, comandati dal Magg. Gianluca COSTANTINO possono eseguire anche medie operazioni di manutenzione: tracking delle pale, sostituzioni di alcuni organi del motore, test elettronici sugli strumenti avionici, manutenzioni sui comandi volo, piccole riparazioni sulla fusoliera.

La “mission” della sezione Mantenimento del distaccamento è quella di produrre capacità operativa, assicurando la massima efficienza della componente ad ala rotante e dei supporti al suolo e delle installazioni necessarie ad assicurare lo svolgimento delle attività addestrative, operative ed a garantire una costante prontezza operativa, 365 giorni l’anno e 24 ore al giorno, per intervenire in caso di salvaguardia della vita umana o di pubbliche calamità.

Ispezione al rotore principale da parte dei tecnici

Per rendere possibile tale obiettivo è necessaria una gestione responsabile dei processi organizzativi che preveda un impiego razionale e sostenibile delle risorse, umane, economiche e materiali a disposizione il tutto nel rispetto delle normative e delle pubblicazioni tecniche applicabili assimilabili a quelle applicate dall’ European Union Aviation Safety Agency (EASA) in ambito civile. In tal senso il reparto, nell’ottobre 2016, ha ricevuto, da parte della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA), il certificato di approvazione per il mantenimento dell’Aeronavigabilità degli aeromobili UH-205A confermato nel novembre 2019 a seguito di AUDIT positivo effettuato dalla medesima DAAA.

Il personale Tecnico Meccanico, che ha il compito di garantire la perfetta efficienza dell’elicottero, è altamente qualificato e specializzato e l’iter formativo, in accordo alle nuove normative che rispecchiano quelle EASA, prevede una formazione di base, una fase di specializzazione ed una fase di “on job training “.

Similmente a quanto accade nel campo automobilistico dove il meccanico esegue, in forma sistematica e preventiva, i tagliandi e all’occorrenza sostituzioni e riparazioni in campo aeronautico sono necessarie attività di manutenzione preventiva che hanno lo scopo di preservare e verificare lo stato di efficienza dell’aeromobile e manutenzioni correttive quando si presentano delle inefficienze, paragonabili ai guasti nel campo delle automobili. Lo squadrone di volo e la dipendente sezione mantenimento di questo distaccamento sono in grado di svolgere tutte le attività manutentive di 1° Livello Tecnico ovvero manutenzioni preventive come l’ispezione giornaliera, l’ispezione prevolo, l’ispezione di funzionamento e l’ispezione intermedia oltre ad una serie di sostituzioni e riparazioni di piccola entità. Per fronteggiare inefficienze più complesse o controlli più approfonditi ci si avvale dei Reparti di Sostegno che sono in grado di effettuare operazioni di 2° Livello Tecnico più complesse con personale con specializzazioni e professionalità più elevate. Per assicura aderenza ed aumentare il livello di operatività dei reparti alcune operazioni di 2° Livello Tecnico possono essere eseguite a domicilio con l’ausilio di squadre a contatto.

Il 3° Livello Tecnico di intervento manutentivo è rappresentato dalla ditta che nel caso di specie è la ditta Leonardo.

Grazie al quotidiano lavoro del personale Tecnico Meccanico, l’elevata professionalità, l’impegno, l’entusiasmo e la passione gli equipaggi di volo ed il reparto è in gradi di assicurare il compito assegnato a bordo di aeromobili assolutamente sicuri ed efficienti.

Durante la giornata abbiamo anche assistito anche al riposizionamento ed allineamento del castello motore. Con estrema precisione i tecnici, attraverso l’utilizzo di piccoli spessori dedicati, hanno allineato il supporto affinché l’albero motore della turbina potesse trasmettere, evitando pericolosi disallineamenti, il moto alla trasmissione principale che da movimento al rotore principale ed al rotore di coda.

L’UH-205 M.E.P. (Mission Equipment Package)

Le capacità operative e la versatilità all’impiego operativo, hanno fatto del glorioso “HUEY” l’elicottero che oggi risponde maggiormente alle esigenze della componente Aviazione dell’Esercito, che da più di trent’anni è messo a dura prova in molte situazioni, dalle classiche operazioni in territorio Italiano alle più complesse in teatri operativi all’estero.

Nel (2010 per l’impiego nel T.O. Afgano, l’Esercito, allo scopo di garantire la necessaria sicurezza degli elicotteri in caso di attacco con armi leggere scelse di riconfigurare l’UH-205 A in una versione Mission Equipment Package MEP come elicottero da trasporto multiruolo tattico con autodifese attive e passive.

L’attività di modifiche si sono divise tra il Polo logistico 2° Reggimento “Orione” di Bologna, per la parte strutturale e dal 4° Reggimento “Scorpione” di Viterbo, per la parte elettronica.

L’attività di riconfigurazione è stata effettuata durante l’ispezione intermedia degli elicotteri, evitando così la duplicazione delle operazioni di smontaggio e rimontaggio dell’aeromobile, ottimizzando, nel frattempo, i tempi di fermo macchina e le risorse indispensabili alle lavorazioni, portate a termine nelle officine dei reparti di sostegno sulle macchine individuate tra quelle della versione International.

Vediamo ora nello specifico quali sono state le modifiche effettuate dagli specialisti dei reparti di sostegno e della Agusta-Westland che hanno eseguito i lavori strutturali di terzo livello tecnico necessari all’installazione dei vari sistemi componenti propri dei nostri MEP.

In ordine:

  • Un sistema di navigazione autonomo Doppler Global Navigation System (DGNS), che si integra con le funzioni del radar doppler integrandolo con il sistema GPS;
  • Un sistema di ricetrasmittente V/UHF che introduce nuove gamme di frequenze e procedure di protezione elettromagnetica EPM SINCGARS;
  • Un sistema interfonico ICS.
  • Delle piastre balistiche in fibra aramidica applicate sul pavimento dell’elicottero e sedili corrazzati rinforzati;
  • Un soppressore di calore, in grado di ridurre la tracciabilità nelle marcature INFRARED prodotta dal cono di scarico;
  • Un disturbatore infrarosso IR Jammer (Infra Red Counter Misure – IRCM), posizionato sulla parte superiore della cofanatura del motore, in grado di “ingannare” eventuali armamenti terra/aria e aria/aria lanciati contro l’elicottero;
  • Un sistema integrato di Auto Protezione (SIAP), già installato a bordo delle linee AH-129, UH-412, UH-212, e CH-47 composto da tre rilevatori (radar, LASER e missile) un processore e dei C&F dispenser, in grado di avvisare l’equipaggio sulle minacce in corso, utilizzando poi le contromisure adeguate;

Il 2° Reggimento di Sostegno “Orione” ha fornito così il suo concreto contributo al T.O. Afgano mettendo in linea il primo UH-205 MEP interamente riconfigurato con le marche EI-288 M.M.80540.

La giornata addestrativa del 34° Distaccamento “Toro”.

E’ stata un’esperienza davvero entusiasmante poter assistere e “toccare con mano” il lavoro svolto dagli uomini del Comandante Ten. Col. P.O.E. Corrado Motta, durante una giornata di normale attività addestrativa al volo in montagna. Il decollo dei due UH-205 A, con codici EI-303 e EI-338, è stato schedulato per le 10:00 locali, preceduto dall’alza bandiera, sulle note dal nostro Inno Nazionale, in presenza di tutto il personale in base. Prima del decollo ci siamo recati in aula briefing per definire il piano di volo e le missioni da svolgere con i due equipaggi. Dopo aver verificato le previsioni meteo locali, il Comandante, insieme ai suoi uomini, ha proposto delle aree interessanti, per la loro tecnicità, per degli ottimi spunti fotografici e in grado di offrire ai piloti dell’AVES del 34° Distaccamento la possibilità di dimostrare il costante impegno e le attività che svolgono quotidianamente per mantenere alta la preparazione e l’operatività in qualsiasi condizioni.

UH-205 A in hovering su una superficie d’acqua

Come detto precedentemente, sul piazzale volo della base, sono stati messi a disposizione due elicotteri, UH-205 A, pre-volati e controllati dagli specialisti. E’ importante e fondamentale non trascurare mai la sicurezza in qualsiasi momento dell’attività, prima, durante e dopo il volo. La missione è stata pianificata nei minimi dettagli tra cui l’imbarco dell’equipaggiamento, montano degli specialisti ed operatori di bordo e la quantità di carburante, circa 850 litri di JP8, per garantire in totale sicurezza la durata del volo di circa 2 ore. L’elicottero, inoltre, può montare delle sacche in gomma sulla parte interna laterale collegata con dei tubi di alimentazione che permettono di prolungare la sua autonomia. Dopo la mia vestizione e ascoltato il capo velivolo che mi elencava le norme e procedure per la sicurezza a bordo durante il volo, abbiamo staccato i pattini di entrambi gli elicotteri e ci siamo diretti verso la Sacra di San Michele, un’antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, un passo alpino delle Alpi Cozie italiane che collega la bassa Valle di Susa alla Val Chisone in Piemonte.

Il volo stabile dell’anziano HUEY e l’inconfondibile sottofondo del “flap flap” generato dalle pale del rotore principale, ci ha accompagnato verso il laghetto in Val Chisone per eseguire la manovra dell’hovering, ovvero lo stazionamento in volo sostentato a velocità nulla e a quota costante che si svolge a qualche metro dallo specchio d’acqua e che crea un effetto di “riflusso” ad opera del rotore principale.

Atterraggio sul Pian dell’Alpe

Ricongiunti poi in formazione, ci siamo portati a quota 7000 piedi sul livello del mare, all’incirca 2100 metri, per raggiungere dei falsi piani in zona Pian dell’Alpe assistendo ad uno scenario montano davvero incantevole. Atterrati, il Comandante ed io siamo sbarcati per assistere a degli avvicinamenti in coppia dei due UH-205 A. L’atterraggio in queste zone è sempre delicato perché il terreno non è ben visibile in quanto coperto da folta vegetazione, per cui ci si deve approcciare all’ atterraggio con molta cautela. In queste zone il reparto svolge diverse attività di sbarco di truppe alpine o di reparti speciali di montagna, per allenarsi alle aeree fuori territorio nazionale. La velocità e rapidità di questi movimenti, ci spiegava il Comandante Motta, è di vitale importanza in scenari reali come le missioni svolte in Afghanistan con gli UH-205 MEP nel 2011.

In seguito abbiamo ricomposto la formazione lasciando la zona per sorvolare il Forte di Fenestrelle, un complesso fortificato eretto dal XVIII al XIX secolo a Fenestrelle in Val Chisone (TO). La fortezza è anche chiamata “la grande muraglia piemontese”.

Ritornando sulla rotta di Venaria Reale siamo atterrati in Val della Torre, collocata in Val Casternone sul monte Calvo, area utilizzata dal 34esimo per effettuare addestramenti diurni e notturni ed esercitazioni di atterraggi e decolli in zone impervie utilizzando il “NVG”, (night vision goggles) occhiali per la visione notturna.

Raggiunte le 2 ore di volo occorreva riportare i due HUEY alla base di Venaria Reale ma non prima di un breve passaggio sulla Reggia di Venaria, per ammirare la sua imponenza e maestosa bellezza. L’atterraggio al campo avveniva in formazione, i pattini erano ormai a pochi centimetri dal suolo e l’orologio segnava già le 12.30, solo in quel momento mi sono reso conto di come il tempo trascorre velocemente quando si vivono momenti di intensa e bella emozione come il sorvolo su queste meravigliose zone montane della nostra catena alpina. Devo ringraziare con molta gratitudine i due equipaggi per aver messo a disposizione il loro tempo e la loro professionalità, per l’ampia scelta delle zone sorvolate e per avermi fatto sentire a mio agio e libero di svolgere al meglio, con professionalità e serenità, il lavoro di report. Grazie per la massima collaborazione e attenzione nei miei confronti, diligenti nell’osservanza delle norme COVID-19 nel rispetto della salute dei colleghi e mia. Ho conosciuto persone davvero lodevoli, genuine, di un’umiltà e devozione unica, molto professionali nello svolgimento del lavoro a servizio della collettività nell’ unica base dell’AVES presente nella zona ovest del nord Italia.

Conclusioni.

E’ doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo servizio, dall’Ufficio Pubbliche Relazioni dello Stato Maggiore Esercito, all’Ufficio Relazioni Esterne di COMAVES, al Comandante del 4° Reggimento AVES “ALTAIR”, Col. P.O. Luca PIPERNI, al Comandante del 34° Distaccamento Permanente “TORO”, Ten. Col. P.O Corrado Motta, il comandante dello squadrone di volo Magg. P.O. Salvatore Barbanti, il Sottufficiale di Corpo 1° Luogotenente Nicola Labruna e gli operatori che ci hanno accompagnato durante l’intera giornata.

Foto di gruppo con il Comandante del 34° Toro
Ten. Col. Corrado Motta

Un personale ringraziamento a tutti per avermi concesso la possibilità di assistere in azione il valoroso lavoro del personale AVES che garantisce pace e stabilità politico-militare al nostro Paese e negli scenari esteri. Grazie per lo sforzo, il sacrificio e l’impegno che quotidianamente offrono al nostro bellissimo Paese a dimostrazione della loro innegabile professionalità, serietà e dedizione.

Articolo & Foto di Alessio L. a cura di AB-AvitionReporter.com

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