Air Show Bucarest & Forțele Aeriene Române

Air Show Bucarest & Forțele Aeriene Române

Il Futuro: programmi di ammodernamento delle Linee Caccia

Il 23 e 24 agosto sull’aeroporto Beneasa di Bucarest, a pochi km dal “Bucarest International”, l’Aeronautica Militare Rumena ha offerto ai molti spettatori presenti una prova di forza dei propri mezzi sia terrestri, con batterie anti aeree, carri semoventi, che aerei con i Mig 21 Lancer B/C ma  soprattutto con il nuovo caccia americano F- 16AM comprato e ricondizionato dai portoghesi in collaborazione con la Lockheed Martin per contribuire ad un piano di sostituzione progressiva dell’ormai vissuto Mig 21.

IAR 99 SOIM (Falco)

Sul piazzale è stato esposto un IAR 99 (Soim) “Falco”, un aereo da addestramento avanzato dell’aeronautica rumena costruito dalla società l’Avioane Craiova S.A. La società, costituita nel 1972 con sede a Ghercești vicino a Craiova, ha prodotto e curato, tra il 1975 e il 1992, la manutenzione di gran parte dei caccia IAR-93. Dismessi poi nel 1998 sono stati sostituiti, per la scuola basica aviogetti rumena, dagli aerei bi-turbina da addestramento, L-29 Delfin e L-39 Albatros visti al museo di Bucarest. Il mezzo, “IAR 99”, è stato rivisitato dalla ditta Israeliana Elbit che lo ha portato, come cockpit, a livello dei mig 21 Lancer e come avionica di bordo all’F16. E’ stato aggiornato, inoltre, con casco MFDC che riproduce nella visiera i dati visualizzati sull’HUD con comandi HOTAS, a differenza del modello basico IAR-99 Standard che, invece, presenta ancora gli strumenti analogici usati durante la prima fase di volo del neo pilota. E’ supportato dallo stesso motore del nostro MB-339, un Turbomecanica – Rolls-Royce Viper Mk632-41M turbogetto, spinta da 17,79 kN (4.000 lbf).

Le matricole di questi aerei vanno: dalla 701 alla 708, per identificare il modello IAR-99 Standard, dalla 711 alla 713 e dalla 717 alla 725 per il modello IAR-99 Soim.

Sono stati prodotti anche tre prototipi, S-001, S-002 e S-003, ancora in fase di certificazione militare, uno di questi viene usato come dimostratore.

Esposti anche i velivoli da trasporto: Antonov 30 Clank, il nuovo C-27 J Spartan, elicotteri IAR 330, un AS-330, costruito su licenza francese dalla IAR di Brasov e gli elicotteri PUMA SOCAT IAR-330, per missioni di attacco, modernizzati dall’industria aeronautica rumena in collaborazione con Elbit Systems (Israele). Presente all’esposizione anche l’elicottero francese “IAR 316 Aloutte III” ma prodotto dalla IAR su licenza Aérospatiale.

In mostra su differenti linee di volo erano esposti i mezzi ospiti come il Gripen JAS-39 Ungherese, due F-16AM portoghesi, che probabilmente saranno ceduti, la pattuglia acrobatica Lettone Baltic Bee, molti aerei acrobatici ad elica e i jet ex militari privati come il Galeb serbo e L-29 Cecoslovacco. In serata si sono ammirati giochi pirotecnici e tanti altri spettacoli.

Tutto è stato organizzato al meglio, dalla sicurezza alla logistica, servizi, musica, shop dei vari gruppi di volo. Un air show davvero esaltante, complimenti a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Brevi Cenni si Storia sulla RoAF.

Nel 1910 la Romania fu il primo Stato ad avere una propria componente aerea.

Stemma Araldico dell’Aeronautica Rumena

Il primo aereo “Vlaicu”, che prese il nome dal suo ingegnere Aurel Vlaicu, fu progettato e costruito nell’Arsenale Militare il 17 giugno 1910. Nel 1913 furono acquistati altri modelli più evoluti come i 16 Bristol-Coandă progettati dallo stesso Henri Coandă.

Le prime missioni furono condotte durante la seconda guerra balcanica con ricognizioni di volo a 2200-2500 metri di quota per una lunghezza di più di 200 chilometri.

Con la Prima Grande Guerra la Romania acquistò aeromobili dalla Francia e dalla Gran Bretagna, tra cui i Nieuport, Farman e Breguet, per un totale di 322 macchine.

Il 16 settembre 1916 è una data importante da ricordare per l’abbattimento da parte di un Farman F40 ai danni di un aereo tedesco della Luftstreitkräfte (la prima aeronautica tedesca).

Alla fine della Prima Guerra Mondiale gli Assi rumeni avevano partecipato a circa 750 battaglie aeree con un totale di oltre 11.000 ore di volo.

Nella Seconda Guerra Mondiale l’Aeronautica Romena ebbe il vantaggio di possedere un’industria bellica capace di produrre ottimi aeroplani sia in campo civile che militare.

Ricordiamo il famoso IAR 80, mosso da un singolo motore, nella fattispecie si trattava dello IAR 14 K, un radiale a 14 cilindri disposti su doppia stella raffreddati ad aria. Mentre il prototipo sembra essere stato equipaggiato con la versione K14-III C32 (accreditata di 870 Cv di potenza), la prima serie produttiva di venti velivoli veniva dotata della più recente variante K14-III C36 da 930 Cv, ma secondo alcuni già in grado di sviluppare la potenza di 1000 Cv.

Per i piloti rumeni questo aeroplano fu considerato un mezzo affidabile e ben costruito. Durante gli scenari bellici, negli anni della II° Guerra Mondiale, si comportò non da meno rispetto ad altri caccia più avanzati come il BF-109 tedesco o i Yakolev russi.

Fino ad allora il numero di vittorie in combattimento furono a favore del caccia rumeno. Le fonti riportano che il pilota ed asso Dan Vizante ottenne gran parte delle trentadue vittorie, proprio pilotando uno dei velivoli della IAR.

La progressiva entrata in scena degli aerei sovietici, dalle prestazioni sempre più elevate, fecero ben presto apparire gli IAR 80 leggermente svantaggiati malgrado il costante processo di ammodernamento con varie versioni che portarono alla realizzazione di quattro diverse varianti.

Il Comunismo di Ceausescu dal 1965-1989


Coccarda usata nel periodo comunista 1950-1984

La Repubblica Socialista di Romania fondata nel 1965, all’inizio del comunismo rumeno, contava 8.000 piloti e 100 aeromobili. Nel 1967 Ceausescu investì svariati miliardi di Lei (moneta oggi ancora in vigore) nell’aeronautica militare, che allora contava circa 15.000 piloti e più di 300 aeromobili di costruzione Sovietica e Rumena e nel 1970 ordinò: 2 Boeing 707, 1 Ilyushin II–62, 2 Antonov An–24, 2 IIyushin II–18, 2 IAR 316 Alouette, 2 Mil MI-8 e 2 Airbus Helicopters AS-365 Dauphin per il trasporto presidenziale che venivano tenuti dentro gli hangar della Flotila. Il comandante di questa base era il General Major George Christian che pilotava i B707 e gli II–62 di Ceausescu, presso questa base si svolgeva anche il servizio militare Aeronautico. Nel 1970 Ceausescu ordinò altre macchine: Mikoyan–Gurevich Mig-29 Fulcrum, MiG–23 Flogger, MiG–21 Fishbed, MiG-15 Fagot, Antonov An–24, An–26 An–30 che fece costruire dall’azienda (I.A.R.) di aeronautica rumena fondata a Brașov nel 1925 con sede a Ghimbav, e l’IAR-93, IAR-99, Yakovlev Yak–52, IAR 316 Aloutte II e IAR 330 (AS-330 Puma) per l’aeronautica militare socialista rumena. Nel 1975 l’aeronautica militare socialista rumena diventò una tra le più forti aviazioni militari del mondo con comandi militari aeronautici presso Bucharest, Bacau, Cluj–Napoca, Timisuoara, Campia Turzii, fetesti, Costanza, Buzau, Brasov e Ghimbav.

Nel 1975 contava 15.000 piloti, 5000 tecnici aeronautici, 7 basi aeronautiche militari e 5 hangar per riparazione degli aeromobili. Furono create le prime “ESCADRILA”, cioè un gruppo di almeno 12 aeromobili identici.

La caduta del muro di Berlino 1989 – dal Comunismo Russo al Capitalismo del futuro.

L’Aeronautica Rumena, non disponendo di molti fondi per poter ammodernare tutta la flotta, ha dovuto adottare scelte politiche-militari meno costose.

Coccarda in uso dal 1984 ad oggi

Nel 2004 entrò a far parte della NATO ma dovette rivedere l’ormai obsoleta linea caccia non conforme agli standard che la NATO stessa chiedeva per poterne far parte.

La ROAF dipendeva da circa 200 Mig-21 anche loro obsoleti e con solo standard sovietici che, anche se i più avanzati, appartenevano ancora alle prime serie quindi ormai superati. Per i Mig-29 Fulcrum non furono fatti alcun investimento per cui, nel 2003, furono accantonati e dichiarata la loro dismissione così come per i Mig-23 nella base aerea Constanta – Bâzu Cantacuzino, depositati negli hangar aperti.

I piani di investimenti sulle linee caccia Rumeni si sono divisi in: programma ammodernamento “Lancer” per i Mig 21 e acquisizione di 12 F-16 ex Portogallo, tra cui 9 monoposto e 3 biposto per un totale di 203 milioni di dollari.

Programma “Lancer” per i Mig-21

Il piano dello Stato Maggiore fu stabilito per migliorare le cellule più nuove, quelle con meno ore volate, rivedendo tutte le versioni date dallo stato Russo dal 1962 al 1975.

Mig-21 Lancer “A” del 71° Squadron

Considerando le versioni dei Mig-21, se ne possono contare almeno una dozzina molto differenti tra loro sia come estetica esterna sia come armamenti interni e varie versioni di radar, avioniche e motoristiche (R-11, R-13 ed R-25).

Il Governo Rumeno negli anni novanta decise che su 200 macchine almeno 110 dovevano essere riviste. La ditta israeliana Elbit System, con la collaborazione dei centri di assistenza tecnica e manutenzione della forza aerea e della locale Aerostar Bacau, si aggiudicò il contratto di ammodernamento di questi vecchi monomotori a delta, simbolo della Guerra Fredda.

Il programma di aggiornamento, deciso per ridare vita ai veloci caccia, fu denominato “LANCER” che è la capacità di impiegare con semplicità gli armamenti sia di produzione orientale che occidentale. Questo rese il Mig-21 Lancer un caccia di nuova vita, con buone capacità di trasmissione radio e idonei apparati per armamenti intercambiabili in grado di partecipare insieme alle Nazioni Occidentali.

II programma di upgrade fu suddiviso in tre versioni leggermente differenti tra loro. Furono ricavati settantun “Lancer-A” da attacco al suolo per riconversione di trentaquattro MiG-21M, sette MiG-21MF-75 e trenta MiG-21MF consegnati tra il 1997 e il 2000. La prima unità a riceverli fu la base di Bacau nel marzo 1997, il 15 aprile dello stesso anno presero il via i test in volo e il primo squadrone fu dichiarato operativo il l’8 maggio successivo.

Il “Lancer-A” fu equipaggiato con un nuovo sistema di navigazione LISA-4000EB a schermo multifunzione a colori, un nuovo Head-up Display Elop 921 della Elbit Systems Electro-Optics, con comandi concentrati su cloche e manetta (HOTAS, Hands On-Throttle and Stick) e un radar Elta EL/M-200113. Un nuovo radar “Plessey I.F.F.” (Identification friend or foe), fu utilizzato per sostituire l’obsoleto transponder IFF SRZO-2 e garantire la compatibilità con lo standard NATO IFF Mk.10. Veniva così dato al pilota un notevole supporto alla navigazione, soprattutto in condizioni meteo avverse, offrendo piena compatibilità V.O.R. (VHF Omnidirectional Range), ILS (Instrumental Landing System) e DME (Distante Measuring Equipment) grazie a un ricevitore VOR/ILS KNR-634A e un transponder DME KDM-706°.

Infine è stato introdotto, integrandolo nel casco Elbit DASH (Display And Sight Helmet), un visore per la gestione dei sistemi d’arma e l’identificazione dei bersagli, la livrea del “Lancer-A” ha un camouflage a due toni verde e marrone con la parte inferiore celeste.

Il “Lancer-B” fu designato per l’addestramento dei piloti perché aereo bi posto. Inizialmente 10 MiG-21UM furono convertiti alla variante “Lancer-B”, seguiti da altri quattro, dotati dello stesso radar e della stessa colorazione del “Lancer-A”. Nel 1997 furono assegnati i primi due esemplari, in seguito altre 12 macchine furono consegnate a scaglioni tra il 1998 e il 2002.

Abbiamo visto volare con splendore questo velivolo, ancora performante, dalle colorazioni di tre differenti tonalità di marrone e verde con un motore che gli permette di salire con rateo di 183 metri al secondo, non poco, vista l’età dalla sua entrata in servizio.

Il “Lancer-C” è la variante di difesa aerea. Il suo prototipo volò per la prima volta il 26 novembre 1996. Questo intercettore fu ricavato dalla conversione di 25 MiG-21MF75. Durante i test condotti dalla Aerostar, per cause non certe, sfortunatamente, un esemplare andò perso. Per compensare la perdita, la forza aerea mise a disposizione una 26esima cellula (questa volta un MiG-21MF).

La variante da difesa aerea è immediatamente riconoscibile per la livrea aggressiva, due tonalità di grigio scuro ed una bianca e la parte ventrale celeste.

Il primo esemplare fu consegnato nel 1997, gli altri in più step tra il 1998 e il 2002, man mano che venivano terminati i lavori di aggiornamento. Ad aprile del 2003 fu annunciato l’ufficialità del completamento dell’intero programma “Lancer”.

La variante da intercettazione monta un radar Elta EL/M-2032 che può essere impiegato anche per missioni aria-superficie. Presenta un maggior orientamento verso il combattimento aria-aria grazie alla capacità di agganciare simultaneamente più bersagli su una distanza fino a 65 km. Come le altre versioni dell’upgrade, anche questa è dotato di: un nuovo computer multifunzione, casco-visore DASH, HUD, HOTAS, sistema di navigazione ibrido (HNS), ILS/VOR/DME, un computer di gestione dei dati di volo Marconi, radio VHC/UHF ARC-430 e ARC-436, RWR (Radar Warning Receiver, ricevitore di allarme radar), autoprotezione mediante lanciatori di chaff/flare, registratore dei dati di volo e un transponder l.F. compatibile NATO, inoltre, ha la possibilità di impiegare una gamma molto ampia di munizionamento, comprendente armi di concezione orientale e occidentale che lo rende un aereo estremamente versatile. I punti d’attacco sub-alari possono ospitare bombe non guidate, a guida laser e a guida infrarossa.

Per illuminare i bersagli viene impiegato un pod Rafael LLD (Litening Laser Designator) mentre per missioni di ricognizione può essere installato l’Elbit/Aerostar ARP (Airborne Reconnaissance Pod).

Il pod Elta EL/L-8222R ha dato prova di grande efficacia durante l’esercitazione ELITE (Electronic Warfare Live Training Exercise), la guerra elettronica che si è svolta sulla base tedesca di Lechfeld nel 2007. Tra i missili aria-aria possono essere impiegati gli R-73 (AA-11 “Archer”) ed R-60 (AA-8 “Aphid”) di concezione sovietica.

Abbiamo avuto la possibilità di visitare l’abitacolo interno del nuovo Mig e possiamo assicurare che, rispetto a quelli degli anni 70, possiede un moderno cockpit di tutto rispetto. La parte silhouette esterna mantiene la forma aggressiva del temibile caccia sovietico, solo il radome dietro il pilota è leggermente più bombato rispetto ai precedenti, questo per garantire la possibilità di inserire apparecchiature moderne.

Il vantaggio di queste macchine è l’accensione immediata in caso di intervento rapido. Il pilota si posiziona ai comandi, accende i master per l’energia elettrica che pompa l’aria sufficiente per far girare direttamente la turbina principale e in pochi minuti l’aereo è già pronto a rullare. Così anche lo spegnimento è rapido, senza spreco di minuti preziosi, solo il tempo necessario per effettuare la check list dei vari computer.

E’ evidente che in aria non si comporterà come un caccia di 5^ generazione ma è altrettanto vero che può garantire un ottimo risparmio di tempo prezioso. Un F16 e ancor di più un F35, per settare tutti i computer di bordo e alzarsi in volo ci impiegano minimo dai 15 ai 20 minuti, durante questo lasso di tempo 10 Mig 21 Lancer sono già decollati. Riteniamo pertanto doveroso sottolineare, in virtù di quanto esposto che, specialmente quando si parla di difesa aerea per certi compiti e in determinate situazioni, non sempre la tecnologia ha la meglio sul tempo che invece risulta essere più prezioso e determinante.

Ovviamente queste macchine saranno progressivamente sostituite dall’F16 o dai Caccia di nuova generazione, anche se in numero ridotto, ma essendo più moderni potranno coprire senza problemi il fabbisogno della Nazione.

Programma F16 AM/BM Block 15.

Nel 2013 la Romania ha firmato un contratto con il Portogallo per l’acquisto di 12 combattenti F-16 A / B Block 15 MLU Medium Life Update ad un costo complessivo di circa 120 milioni di euro. I primi sei caccia sono entrati in servizio con l’aeronautica rumena nell’ottobre 2016, tre sono stati consegnati a dicembre dello stesso anno mentre gli altri tre sono entrati in servizio nel 2017. Oltre ai 12 F-16 acquistati dal Portogallo, le autorità intendono acquistare almeno altri 24 F-16 più dei nuovi Block 50, in due lotti da 12 ciascuno ma non è ancora certa la loro provenienza, se dismessi da altri paesi e ricondizionati o forniti direttamente dalla azienda produttrice Lockheed Martin.

Il Ministro della Difesa Gabriel Leş, ha parlato di altri 36 aerei F-16, velivoli di nuova costruzione, che vorrebbe acquisire per poter gradualmente sostituire i vecchi MIG” e ha anche ipotizzato l’acquisto di aviogetti di seconda mano che verrebbero poi potenziati dall’industria della difesa rumena.

Il Forţele Aeriene Romane (Aeronautica rumena, RoAF) gestisce già 12 caccia F-16 Block 15 Mid-Life Upgrade (MLU), nove F-16AM monoposto e tre F-16BM gemelli, acquistati di seconda mano dal Portogallo. L’aeromobile rinnovato si è unito al 53 ° Fighter Squadron a Feteşti nel 2016-17 nell’ambito di un processo che ha finalmente lanciato la modernizzazione a lungo posticipata della componente supersonica del RoAF formata da MiG-21 dell’era sovietica potenziati da Elbit e Aerostar.

Secondo le informazioni attuali, il blocco Block 15/20 presenta stabilizzatori orizzontali, leggermente più grandi del 30%, per contrastare il peso aggiuntivo dei nuovi hard-point.E’ stato equipaggiato dall’aggiunta di due punti fissi all’ingresso del mento, un radar AN / APG-66 (V) 2 migliorato con una maggiore capacità di scoperta. Il Block 15 ha anche ottenuto la radio UHF sicura Have Quick II.  Il blocco 15 è la variante più numerosa dell’F-16, con 983 prodotti.

Per ospitare il nuovo assetto di volo americano le basi aeree di Bacãu, Câmpia Turzii e Fetești, hanno dovuto provvedere ad ammodernare le infrastrutture, la logistica e la pista di volo. Anche in questo caso le spese non sono state indifferenti.  

Matricole RoAF F-16 e la ex Portoghese.

1601    F-16AM           M17-1/61-497            Escadrila 53    POR 15121

1602    F-16AM           M17-4/61-534            Escadrila 53    POR 15123

1603    F-16AM           M17-4/61-537            Escadrila 53    POR 15124

1604    F-16AM           M17-6/61-541            Escadrila 53    POR 15125

1605    F-16AM           M17-9/61-575            Escadrila 53    POR 15126

1606    F-16AM           M17-10/61-592          Escadrila 53    POR 15127

1607    F-16AM           M17-12/61-600          Escadrila 53    POR 15128

1608    F-16AM           M17-13/61-610          Escadrila 53    POR 15129

1609    F-16AM           M17-14/61-615          Escadrila 53 V POR 15130

1610    F-16BM           M18-1/62-91              Escadrila 53    POR 15137

1611    F-16BM           M18-2/62-117            Escadrila 53    POR 15138

1612    F-16BM           M18-3/62-118            Escadrila 53    POR 15139

Le basi Aeree operative oggi su MIG-21 Lancer A/B/C ed F16 AM Block 15.

Dopo il 2000 anche la RoAF ha dovuto affrontare una considerevole riduzione delle spese militari.

Dalle linee Mig-29 e Mig-23, dismessi rispettivamente sugli aeroporti di Mihail Kogălniceanu e di Giarmata, il Comando Forze Aeree ha dovuto applicare dei tagli economici in base a scelte che garantissero comunque l’operatività delle basi principali.

Con i vari programmi di ammodernamento descritto sopra, riportiamo di seguito le basi dove operano i principali Gruppi Caccia della RoAF:

La 71° base RoAF (Baza 71 Aeriană), si trova vicino alla città di Câmpia Turzii nella contea di Cluj ed è stata fondata il 1 ° giugno 2002 a seguito del programma di riorganizzazione delle forze armate rumene. Ha in dotazione il Mig-21 Lancer B/C, un gruppo di elicotteri d’attacco IAR 330 SOCAT del 713esimo e due IAR 330 SOCAT versione Ambulanza/SAR.

L’ 86° RoAF (Baza 86 Aeriană) si trova nel comune di Borcea, nella contea di Călărași. Attualmente sede del 53° Fighter Squadron equipaggiati con nuovi F-16AM Block 15, mentre la 861° Fighter Squadron opera con i Mig-21 Lancer C.

L’863° gruppo volo ha in dotazione elicotteri IAR-330L/M/M(MEDEVAC).

La 95° base RoAF del Capitano Alexandru Şerbănescu (Baza 95 Aeriană Capitano Alexandru Şerbănescu), è una base aerea adiacente all’aeroporto internazionale George Enescu, a sud di Bacău. La base è attualmente la sede del 951 ° squadrone caccia, che utilizza MiG-21 Lancer A/B e del 952 ° squadrone di elicotteri, che gestisce IAR-330 ed è anche sede del 205 ° Training Squadron (operativo MiG-21 Lancer B).

Nell’attuale confronto tra Global Fire Power, la Romania occupa il 40° posto tra 137 paesi presi in considerazione, il RoAF è invece in 61°esima posizione, mentre tra i 27 membri della NATO la Romania è 14° posto.

Conclusioni.

E’ stata un’esperienza particolare a diretto contatto con una realtà per noi insolita in un Paese ancora culturalmente e tecnologicamente arretrato a causa della dittatura comunista Sovietica che negli anni della guerra fredda ha appiattito e impedito sviluppi di ogni genere chiudendo le porte al progresso civile e militare nonostante la popolazione desiderasse migliorare i rapporti con i paesi occidentali.

Oggi, grazie alle aperture dei confini nazionali, la Romania è più vicino alla moderna cultura occidentale. Si può intuire che l’obbiettivo e il desiderio della Forza Aeree Rumena è quello di integrarsi sempre di più con i colleghi dell’Europa e della NATO e adeguarsi agli standard più evoluti di macchine sempre più complesse con sistemi d’arma e tipologie di missioni differenti. Tutto ciò implica grande sacrificio di apprendimento ma al contempo offre la possibilità di confrontarsi con le altre nazioni.

Ricordiamo inoltre che in questa Nazione, nella base aerea rumena Mihail Kogalniceanu aeroporto nella Regione Dobrogia vicino alla città di Costanza e a pochi passi dal Mar Nero, si è svolta l’Operazione “NATO Enhanced Air Policing” denominata Black Shield iniziata nel mese di maggio e conclusa il 17 agosto 2019.

L’ex base militare sede dei Mig-29 A ha visto protagonisti in questi giorni i nostri F-2000 A nella missione di sorveglianza dei cieli rumeni. La missione della TFA 4° Wing ha avuto come obiettivo quello di concorrere all’integrità dello spazio aereo della Romania, rafforzando l’attività di sorveglianza normalmente svolta dai Mi-21 Lancer C della Forṱele Aeriene Romậne, con un dispositivo di difesa integrato con i velivoli Eurofighter, provenienti dal 4°, 36° e 37° Stormo dell’Aeronautica Militare. Questo per dimostrare come i Mig 21 Lancer C hanno potuto iniziare ad operare con un caccia di 4°generazione avanzato nel sistema collettivo d’arma, come F-2000 A Italiano, contribuendo alla difesa Nazionale, segno tangibile di una condivisione di valori, principi, capacità e credibilità perseguita nel nome di una difesa e sicurezza comune ed indivisibile”.

Testo & Foto di Alessio L. e Britta K. a cura di AB-AviationReporter

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