MARINA MILITARE: I PALOMBARI DI COMSUBIN SONO INTERVENUTI A TARANTO PER RIMUOVERE E DISTRUGGERE UNA BOMBA D’AEREO DA 500 LIBBRE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

MARINA MILITARE: I PALOMBARI DI COMSUBIN SONO INTERVENUTI A TARANTO PER RIMUOVERE E DISTRUGGERE UNA BOMBA D’AEREO DA 500 LIBBRE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Il residuato bellico, che conteneva circa 120 Kg di esplosivo, è stato rinvenuto nei pressi della scogliera di uno stabilimento balneare

Il 18 giugno 2020 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto, sono intervenuti sul litorale di San Vito (TA) per condurre una delicata operazione subacquea tesa a rimuovere e distruggere una bomba d’aereo da 500 libbre risalente alla seconda guerra mondiale.

L’attività di bonifica è stata richiesta dalla Prefettura di Taranto a seguito della segnalazione, da parte di un privato cittadino alla locale Capitaneria di Porto, circa il rinvenimento di un grande manufatto, riconducibile ad un residuato bellico, prossimo alla scogliera di uno stabilimento balneare e posto alla profondità di soli 5 metri.

L’intervento degli operatori di Comsubin ha permesso di riconoscere l’oggetto segnalato come una bomba d’aereo alleata da 500 libbre, contenente circa 120 Kg di esplosivo ad alto potenziale, che giaceva a 300 metri dalla costa da oltre 70 anni.

L’ordigno esplosivo, delicatamente rimosso dal fondo, è stato rimorchiato a distanza fino a raggiungere una zona di sicurezza, individuata dalla competente Autorità Marittima, dove è stato distrutto attraverso le consolidate procedute in uso al Gruppo Operativo Subacquei tese a preservare l’ecosistema marino.

Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo SDAI di Taranto, Tenente di Vascello Marco Tullio Cicerone, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della Prefettura siamo intervenuti d’urgenza in un punto posto a soli 300 metri di distanza dalla battigia di uno stabilimento balneare in località San Vito, Taranto, per verificare quanto segnalato da un coscienzioso cittadino circa la presenza sul fondo di un probabile grande ordigno esplosivo. Grazie a questa tempestiva segnalazione abbiamo avuto la possibilità di rimuovere una pericolosa bomba d’aereo, risalente alla seconda guerra mondiale.  È doveroso ricordare che chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili ad un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”.

APPROFONDIMENTI:

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.

Chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, non deve in alcun modo toccarli o manometterli, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alle autorità di polizia competenti.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 72.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2020 sono già 13.337 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 7.978 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità a mezzo ROV (veicoli filoguidati dalla superficie) oppure fino a 300 metri con intervento umano ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni secondo le rispettive competenze.

Testo & Foto Ufficio Relazioni Pubbliche e Comunicazione a cura di AB-AviationReporter.com

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