Aviazione Esercito – Esercitazione CAEX I° 2018 – Viterbo

Aviazione Esercito – Esercitazione CAEX I° 2018 – Viterbo

Lunedì 21 maggio, AB-AviationReporter, unitamente a colleghi di altre testate giornalistiche, presso il Centro Aviazione dell’Esercito di Viterbo per assistere ad una complessa esercitazione denominata CAEX I (Complex Aviation Exercise) che si e’ svolta, in varie fasi, dal 14 al 25 maggio u.s. sotto la guida del Generale di Brigata Paolo Riccò.
Lo scopo di questa complessa esercitazione e’ stato quello di riprodurre su scala reale “near to reality” le operazioni e le tattiche che potrebbero essere impiegate nelle realtà operative quali Iraq ed Afghanistan permettendo di migliorare al contempo, l’iterazione tra Aviazione ed Esercito.

Nello specifico:

IL FINE DELLA ESERCITAZIONE
Il fine della CAEX è stato quello di pianificare, organizzare attività addestrative mirate a:
• acquisire e mantenere le capacità operative tipiche delle unità aeromobili fino ad un livello di Task Group;
• condurre le attività tattiche previste dalla dottrina di riferimento e lo studio di case study per i rispettivi Teatri di pronto impiego, finalizzati all’addestramento di key element (Comandanti di Task Group, squadrone, plotone e squadra);
• valutare, attraverso Injenction (attivazioni e/o variazioni rispetto alla pianificazione), la capacità di riparare allo scostamento e di ottemperare all’organizzazione e alla gestione del Comando e Controllo durante le fasi di condotta da parte dei key element coinvolti ai vari livelli ordinativi. Le unità partecipanti a CAEX I 2018 si assommano a circa 600 elementi, tra Ufficiali, Sottufficiali e Graduati: imponente il dispiegamento dell’Aviazione dell’Esercito, presente con 26 elicotteri (8 AH-129, 8 UH-90, 3 UH-205, 2 HH412, 1 HH212 e 4 CH-47), un aereo UC-228 sistemi ISTAR, sistemi di Comando e Controllo e di Contro-interdizione quali Raven, Safe Strike e Skyguard Aspide. Vengono utilizzati droni di osservazione e sistemi di simulazione d’arma “Miles” e “Simunition”.

LE UNITA PARTECIPANTI

Alla fase LIVEX dell’esercitazione, hanno partecipato le seguenti unità o reparti:
• Comando Aviazione Esercito;
• Comando di Sostegno Aviazione Esercito;
• Comando Brigata Aeromobile “FRIULI”
• Comando Brigata RISTA/EW;
• Policlinico Militare “Celio”;
• Centro Militare Vetereniario;
• 1° Regimento Aviazione Esercito “Antares”;
• 2° Reggimento Aviazione Esercito “ Sirio”;
• 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni speciali “Aldebaran”;
• 4° Reggimento Aviazione Esercito “Altair”
• 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”
• 5° Reggimento Aviazione Esercito “Rigel”;
• 7° Reggimento Aviazione Esercito “Vega”;
• 11° Reggimento Trasmissioni;
• 17° Reggimento Artiglieria Contraerei “Sforzesca”
• 41° Reggimento Cordenons;
• 186° Reggigmento Paracadutisti “ Folgore”
• Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

IL PERSONALE E I MEZZI E LORO CONFIGURAZIONE

A seconda della tipologia della minaccia, delle forze schierate sul terreno e degli assetti partecipanti nell’ambito dell’operazione, la componente dell’Aviazione Esercito viene configurata al fine di garantire i seguenti compiti:
• Personnel Recovery, MEDEVAC (Medical Evacuation),VETEVAC (Veterinary Evacuation), FARP (Forward Arming and Refueling Point), Fast Rope e Rappelling; QRF (Quick Reaction Force), CAS/CCA (Close Air Support and Close Combat Attack), Raid/Manovra Aeromobile, SEAD (Suppression of Enemy Air Defences), Impiego di operatori al verricello, Elitrasporto Tattico, elitrasporto plotone mortai aeromobile, Esplorazione e scorta, Ricognizione.

TIPO DI ESERCITAZIONE
L’esercitazione è stata diretta dal Comandante dell’AVES, il Generale di Brigata Paolo Riccò, che ha assistito e partecipato all’organizzazione e svolgimento di questa complessa esercitazione divisa in tre fasi:
1. Approntamento e addestramento: periodo dal 18 gennaio al 6 aprile 2018;
2. Pianificazione: dal 7 aprile al 13 maggio 2018 (nell’ambito di questa fase è stata condotta un’Esercitaizone Quadri – EQ);
3. Condotta dal 14 al 25 maggio 2018.
4. Ricondizionamento: dal 26 maggio al 1 giugno.

LOCALITÀ DI SVOLGIMENTO
Le aree interessate dall’esercitazione sono state: Lazio, Umbria e Toscana.

SCENARIO
La CAEX I 2018, fa riferimento allo scenario SKOLKAN, ossia una regione Baltica che e’ stata “idealmente” riportata nel Nord-Centro italia.
La situazione ipotizzata, con le caratteristiche tipiche delle “Crisis Response Operation – CRO” (tema principale “Sicurezza”), per le caratteristiche politiche e di instabilità generale, raffigura in modo realistico la situazione attualmente presente nei Teatri operativi, nei quali sono attualmente impiegati i nostri soldati.

Durante i vari briefing svoltisi all’interno della Sala Operativa dell’Eliporto Chelotti dal Comandante Ricco’ supportato dal Capitano Pilota Michele Celeste, sono stati presentati i due scenari a cui, noi giornalisti, abbiamo avuto l’onore di assistere durante l’intera giornata.
Come piu’ volte ci e ’stato ricordato, le Unita’ operative sono state edotte con informazioni di massima (scopo dell’intervento, bersaglio, aree di sorvolo, aree di sbarco) in modo da verificare solo al momento dell’azione, la reale capacita’ di iterazione e gli eventuali sviluppi derivanti dagli interventi posti in essere. Con questo approccio risulta possibile verificare i gap operativi delle unità, in modo da potervi lavorare e predisporre i relativi correttivi.

 

 

 

 

 

 

 

Primo Scenario – Obiettivo

Decollati da Viterbo su un CH-47, siamo stati portati in un’area collinosa: è stato simulato l’intervento di truppe e aeromobili al fine di liberare dalle forze nemiche una vasta area (circondata da campi minati e punti di osservazione) e prendere in ostaggio il capo milizia. L’obiettivo primario era quello di sopprimere le vedette nemiche con il supporto di elicotteri d’attacco Mangusta AH-129 D, posizionati sulle tre alture circostanti per poter entrare nell’edificio e conquistare un High Value Target.
Una volta eliminati i punti d’osservazione, grazie all’impiego simultaneo degli UH-90 e le truppe d’assalto in modo da poter assicurare il perimetro da terra, sono sbarcate altre forze aeromobili dai CH-47 F vicino all’edificio, liberi di entrare e catturare finalmente il capo milizia.
Nel mentre i Mangusta sono rimasti in “hovering” sulla zona per garantire la massima copertura alle truppe di terra.
Nell’ultima parte dell’intervento si è inoltre voluto simulare l’abbattimento di un Mangusta da parte di una batteria missilistica nemica (rappresentato dal sistema “MALLINA”, un sistema che simula un lancio di un missile IR) per poter attivare il MEDEVAC.

 

 

 

 

 

 

 

Secondo Scenario – Obiettivo

Decollati da Viterbo su di un CH-47, siamo stati portati in un’area pianeggiante circondata da edifici un tempo adibiti a polveriera, uno di questi edifici e’ stato identificato come CONSOLATO, all’interno del quale risultava asserragliato il CONSOLE con altro personale diplomatico, circondato da milizie ostili ed impossibilitato ad evadere.

Come nella precedente esercitazione, l’intervento è stato strutturato su più fronti: dalla neutralizzazione dei miliziani all’interno del palazzo Consolare, all’arrivo dei Mangusta a copertura alle truppe sbarcate con UH-90 ETT e CH-47F. 

Una volta assicurato il perimetro esterno ed interno, come nella prima parte della giornata, è stato eseguito sia un intervento MEDEVAC all’equipaggio di Mangusta abbattuto, tramite l’arrivo di personale specializzato per poter prelevare i piloti feriti.

Nel corso di quest’ultima esercitazione abbiamo inoltre assistito alla simulazione di tattiche di “VETEVAC”, cioè di evacuazione veterinaria dei cani, usati in attività anti-esplosivo: come ribadito nel briefing dal Generale di Brigata Paolo Riccò, i cani sono considerati come soldati e come tali risulta primario provvedere al loro salvataggio.

Durante la giornata passata presso la Base, in attesa del secondo intervento ci è stata data l’opportunità di assistere alle attività di simulazione di intervento su soggetti feriti, abbiamo così scoperto che i medici vengono “addestrati” tramite l’uso di un dispositivo di ultima generazione il SimMan 3G. Si tratta di un simulatore paziente avanzato, che può mostrare sintomi neurologi e fisiologici, il quale permette di aiutare a migliorare la gestione critica del tempo, del processo decisionale, delle comunicazioni e del trasferimento tra reparti.

 

CONCLUSIONI

I due interventi a cui abbiamo assistito nel corso della giornata, così come la loro preparazione in aula Briefing sono stati per noi giornalisti interessanti ed istruttivi.

Pur trattandosi di “esercitazioni” sono risultate realistiche e di grande impatto emotivo per chi come noi, non è in prima linea sui territori ostili.  Ci ha colpito il grande impegno profuso dalle unita’ ed i reparti interessati sia nella preparazione degli interventi, sia nella verifica dei primi risultati necessari  a porre in essere le azioni correttive da porre in atto negli “assalti” successivi.

Risulta pertanto fondamentale il ruolo che l’addestramento assume nell’acquisizione di una perfetta sinergia tra tutte le componenti della nostra Forza Armata, per poter svolgere in sicurezza qualsiasi attività operativa.

Abbiamo inoltre avuto prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’Esercito Italiano addestra il proprio personale utilizzando mezzi sofisticati, per poter operare al massimo sia per la difesa della nostra Nazione sia per la pace e la difesa fuori area.

Un ringraziamento all’Ufficio Pubbliche Informazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito per averci concesso l’autorizzazione, al Generale di Brigata Paolo Riccò Comandante dell’Aviazione Esercito, al Capitano Pil. Celeste Michele insieme al gentilissimo Maresciallo Capo Dell’Aversana Carmela Responsabili della Pubblica Informazione del Comando Aviazione Esercito per l’attenzione dimostrataci per tutta la giornata.

Articolo & Foto di Alessio L. a cura di Ab-AviationReporter

 

Attività di Volo Mattina, 1° Obiettivo 

Attività di Volo Pomeriggio, 2° Obiettivo

 

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