4° Reggimento AVES “ALTAIR”

4° Reggimento AVES “ALTAIR”

Motto del Reggimento : “Nec Aspera Nec Ardura Colea Timeo” “Non temo gli asperi e difficili cieli”

Premessa.

Comandante del Reggimento Col. Luca Giannini

Mercoledì 7 luglio, in qualità di inviato di “Panorama Difesa”, ho avuto l’onore di partecipare ad una missione insieme ai soccorritori alpini dell’Esercito Italiano che si trovavano per l’addestramento in montagna sull’aeroporto di Bolzano presso il 4° Reggimento AVES “ALTAIR” sede del nido delle aquile. A ricevermi all’ingresso era presente il Ten. Col. Alberto Marchi, ufficiale pilota e Pubblic Information Officer del Reggimento, dopo le dovute presentazioni ci siamo recati nell’aula briefing dove ad attenderci abbiamo trovato il Comandante del Reggimento Col. Luca Giannini con il quale abbiamo assistito alle disposizioni impartite per lo svolgimento delle due missioni che a breve ci saremmo apprestati a compiere sulle montagne tirolesi. Terminata la preparazione per i dettagli tecnici e operativi: radiofrequenze di volo, di lavoro, equipaggi, zone di lavoro, mezzi in dotazione, carburante, meteo e il necessario per svolgere in piena sicurezza l’addestramento, ci siamo apprestati ad iniziare la missione. Per raggiungere la zona scelta per l’attività sono stati impiegati gli elicotteri UH-205 A “HUEY”. La prima fase si è svolta dalle parti del Santuario di Pietralba a 5000 feet in una zona collinare impervia, coperta da una fitta vegetazione ad alto fusto molto boschiva e selvaggia. Questa zona viene utilizzata spesso dal reparto per l’addestramento degli equipaggi di volo e dei soccorritori per lo sbarco e risalita con barella di soccorso. La seconda fase di addestramento si è svolta nel pomeriggio vicino al Lago di Caldaro su un promontorio a strapiombo. La missione prevedeva il recupero di feriti tramite l’uso del verricello con barella portantina Kong e la risalita del singolo soccorritore con imbragatura doppia.

Brevi cenni storici.

Come tutti i nomi dei Reggimenti dell’AVES, anche “Altair” deriva dal nome di una stella. È una stella bianca nella costellazione dell’Aquila che si trova ad una distanza di circa 17 anni luce dalla Terra, la più luminosa della costellazione e la dodicesima stella più brillante del cielo notturno, una delle stelle più vicine alla Terra. Altair è individuabile nella parte nord-orientale della costellazione dell’Aquila nei pressi della Via Lattea boreale oscurata al suo centro dalla Fenditura dell’Aquila. Il 4° Raggruppamento ALE “Altair” è stato costituito sull’aeroporto San Giacomo di Bolzano il 20 Gennaio 1976. Dopo varie esperienze di volo iniziate sull’aeroporto Dobbiaco nel lontano 1958 con i primi AB 47 G2, l’attività è proseguita sull’aeroporto di Bolzano costituendosi come 4° RGT e inserendo nel corso degli anni l’AB 47 J, l’AB 47 G3 e il primo elicottero a turbina AB-204. Nel 1976 assume sotto il proprio comando tutte le unità di volo già dipendenti dal Comando del 4° Corpo d’Armata Alpino; ne fanno parte: il 54° Gruppo Squadrone “CEFEO”, il 24° Gruppo Squadrone “Orione” su Bolzano, il 44° Gruppo Squadrone “Fenice” di stanza a Belluno, il 34° “Toro” su Venaria (TO), il 441° Squadrone su Campoformido (UD) e il 545° Squadrone EM sulla base di Pollein (AO). Nel corso degli anni, in seguito ad un riassetto della Forza armata, il 4° Altair perde piano piano alcuni dei suoi gruppi di volo e assume la denominazione di 4° Reggimento AVES “Altair. Opera sulle basi di Bolzano e Torino ed ha alle dipendenze il 54° “Cefeo” ed il 34° Gruppo Squadrone “Toro”. L’elicottero attualmente in servizio è il leggendario AB-205, meglio conosciuto come “HUEY”, costruito in Italia dalla ditta AGUSTAWESTLAND su licenza della Bell Helicopter. Le sue capacità operative e la versatilità all’impiego, ne fanno l’elicottero che più si presta alle esigenze dell’Esercito. Da oltre 30 anni e con migliaia di ore volo viene utilizzato in tutte le attività operative sia in Italia che all’estero ed è decorato con 5 medaglie d’argento al valor civile e una croce d’argento al merito dell’Esercito. Alcune delle missioni svolte: Libano (Unifil dal 1978), Namibia (Untag 1998), Kurdistan, ex Jugoslavia, Mozambico, Somalia, Albania, Bosnia, Kossovo, ed infine l’ultima in TO, in versione “MEP” Mission Equipment Package” in Afghanistan nell’operazione ISAF. Nell’ultimo anno le ore di volo svolte sono state 600 sulla base di Bolzano e 400 sulla base di Venaria Reale.

Il volo in montagna e i vari compiti del 4° Reggimento AVES “Altair”

Durante il corso della giornata ho osservato la meticolosità con cui i piloti di montagna lavorano e la particolare attenzione che prestano ad ogni minimo dettaglio. Anche la fornitura di carburante viene monitorata con particolare attenzione, pochi kg in più o in meno possono determinare il buon esito della missione. L’UH-205 A ha qualche difficoltà a volare a pieno carico a quote estreme e a Bolzano, zona con elevate catene montuose, il lavoro richiesto all’equipaggio diventa per questo ancora più importante. Piloti e specialisti, in sinergia, devono calcolare e valutare perfettamente, in tempi brevi, ogni minimo dettaglio ponendo sempre al primo posto la sicurezza e il buon esito della missione. Il volo in montagna necessita di una preparazione ed un addestramento specifico e continuo poiché le variazioni climatiche e la meteorologia cambiano nel giro di poche ore. Un pilota abilitato in questo scenario montano, come quello del nostro 4° Rgt. Altair, deve avere un’ottima conoscenza della zona e delle correnti presenti nelle valli dove vengono effettuale le operazioni. Capita spesso che nell’Aves arrivi un pilota da un reparto in pianura per esercitarsi con i piloti del posto e prendere conoscenza dell’ambiente montano, soprattutto per ciò che concerne le correnti ascensionali e discensionali. Il compito istituzionale del 4° Rgt. AVES “Altair” è dare sostegno tattico-logistico alle Truppe Alpine per il trasporto di uomini, armamenti pesanti, come gli obici e materiali di vario genere, inoltre fornire supporto, in caso di necessità, per una pronta evacuazione sanitaria sul campo di battaglia in scenari esteri come in Afghanistan. Il reparto ha partecipato a molte missioni addestrative sia sul territorio nazionale che estero, ha volato dalle strette vallate della zona fino alle vallate dell’est Europa. In campo Nazionale oltre alla normale attività addestrativa i leggendari “Huey”, con i propri equipaggi di volo, garantiscono H24 interventi di ricerca e soccorso in tutta la vallata tirolese. Le principali attività a favore della comunità sono: addestramento ed esercitazioni con la Protezione Civile per far fronte a calamità naturali, addestramento ed esercitazioni con il CAI-CNSAS (Club Alpino italiano  Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), campagna di rilevamento dei confini di Stato a favore dell’l.G.M. (istituto Geografico Militare), trasporto di personale per la bonifica in quota di vecchi depositi di munizioni e ordigni bellici, addestramento ed esercitazioni con unità cinofile della Croce Rossa italiana, addestramento ed esercitazioni congiunte per le emergenze aeroportuali addestramento ed esercitazioni con squadre del Corpo Permanente dei W.FF. di Bolzano.

54° Gruppo Volo “CEFEO”.

Distintivo del 54° “CEFEO”

Nel 1958 prende vita il 2° reparto elicotteri. Nel 1963 si trasforma in 4° reparto elicotteri in uso generale. Il 19 gennaio del 1976, per effetto della ristrutturazione dell’Esercito, il reparto passa alle dipendenze del 4° raggruppamento Aviazione Leggera dell’Esercito (ALE) “Altair” con la denominazione di 3° Gruppo Squadroni che si trasformerà, nel marzo del 1976, in 54° Gruppo Squadroni “Cefeo”. Dal 1° gennaio del 2000 l’unità assume la denominazione di 54° Gruppo Squadroni Cavalleria dell’Aria “Cefeo”. L’attuale Comandante del 54° Gruppo “CEFEO” è il Ten. Col. Cosimo Martone. Il gruppo volo nasce in questo contesto montano ed è abilitato all’uso delle tecniche di discesa FAST-ROP, Rappelling, uso del verricello, barelle sanitarie, trasporto per aviolanci. Negli ultimi mesi di pandemia, COVID-19, il 54° CEFEO con i suoi uomini e donne ha contribuito al trasporto del materiale medico in strutture ospedaliere.

Progetto REM.

Dopo circa tre anni dall’introduzione della figura professionale del REM, alla luce delle esperienze maturate nelle numerose esercitazioni e durante i molteplici interventi di soccorso a persone civile ferite o isolate, si è ritenuto necessario procedere alla revisione e all’aggiornamento dei programmi selettivi/addestrativi previsti per gli aspiranti soccorritori. Oltre all’attività teorica, sono state condotte missioni di volo finalizzate al ripristino delle capacità operative in favore di due REM in servizio alla Brigata “Julia”. Tali missioni sono servite per verificare l’efficienza dei materiali tecnici in dotazione, indispensabili per operare con successo ed in sicurezza. Le risultanze degli studi effettuati e i nuovi programmi sono stati vagliati dal Comandante del 4° “Altair” Colonnello Luca Giannini che, in qualità di responsabile del progetto, li ha sottoposti alla validazione del Comando AVES. L’Aviazione dell’Esercito nella sua poliedricità d’impiego opera sia in Italia che all’estero a supporto della popolazione e in unità della Forza Armata per garantire il soccorso soprattutto in contesti ambientali difficili. Il Recuperatore Militare è formato dal personale che, attraverso uno specifico iter formativo, acquisisce la capacità necessarie per calarsi con verricello, recuperare e rilasciare un passeggero imbracato anche con barella ed essere poi recuperato.

Missione 1 (AB-205 + REM) Zona lavoro Pietralba. 11.30 Local Time

Rilascio del REM

È stato simulato l’intervento di una squadra di soccorso. Un gruppo a terra, composto da Operatori Soccorso Alpino Militare (OSAM), ha richiesto l’intervento dell’elicottero in una zona impervia, dove l’aeromobile non poteva atterrare, per l’evacuazione di una persona impossibilitata a muoversi. Il soccorso è stato effettuato mediante la calata di un Recuperatore Militare (REM) con barella chiusa e successivamente di un altro REM con il medico. Questo tipo di intervento viene identificato con il termine “calata in doppia”. Effettuata la medicazione e l’imbarellamento il REM con il medico è stato riportato a bordo mediante risalita in doppia con l’assistenza a terra e con la corda anti rotazione gestita dagli OSAM. In un secondo tempo è stata effettuata la risalita del REM con la barella, sempre con assistenza a terra per la gestione dell’anti rotazione. I mezzi utilizzati in questa missione sono stati due elicotteri UH-205 A, uno provvisto di verricello e uno senza, più tre recuperatori militari (REM) con barella. La figura dei recuperatori è una specialità di questi militari addestrati per interventi di soccorso in zone montane impervie tramite l’utilizzo delle tecniche di sbarco dell’elicottero. L’obiettivo della simulazione è quello di riuscire a scaricare un REM con barella chiusa, un dottore e due REM di supporto. Lasciata la zona di lavoro, l’elicottero ha sorvolato, circuitando l’aerea limitrofi in attesa della chiamata radio del soccorritore per riportarsi sul punto di recupero ed imbarcare il ferito e il gruppo REM. Tutto viene svolto con meticolosa precisione, i piloti devono mantenere stabile l’elicottero (HOVERING) sul punto di recupero per consentire, con l’ausilio del verricello elettrico, la risalita in sicurezza sia del soccorritore che della barella vincolata tramite la fune anti rotazione. Operazione a volte molto difficoltosa a causa delle forti correnti ascensionali tipiche della zona montana. Una volta imbarcato tutti i membri dell’operazione, l’EI-288 si riporta in rotta per raggiungere l’aeroporto di Bolzano.

Missione 2 (UH-205 A + REM). 14.30 Local Time Attività pomeridiana Tettoni di Ora.

Recupero del REM con barella

L’attività si è svolta su un terreno impervio e in forte pendio coperto da alberi e posizionato a pochi metri da un dislivello di circa 150 mt. La simulazione ha coinvolto un “OSAM” a terra che, dopo aver richiesto l’intervento dell’elicottero, ha assistito il REM in calata con la barella chiusa sino al punto di sgancio con la costruzione di una sosta di sicurezza che non vincolasse l’aeromobile. Successivamente il REM con la barella aperta ha effettuato la risalita tramite il verricello con assistenza a terra sulla sosta e con la corda anti rotazione gestita. In questa missione i mezzi impiegati sono stati: un elicottero UH-205 A marche EI-288, sempre configurato con verricello, un mezzo furgonato croce rossa EI ed una jeep “Defender” che consentiva di avvicinarsi il più possibile all’area di lavoro. Durante questa attività ho potuto osservare come talvolta, in determinate condizioni, sia molto difficoltoso operare soprattutto quando in zone di montagna, già di per sé difficoltose da raggiungere, subentrano condizioni atmosferiche come forti raffiche di vento che rendono più impegnativa l’intera operazione di recupero. L’utilizzo dell’elicottero è sicuramene la soluzione più veloce ed efficacie per soccorrere e salvare vite umane rispetto ai normali interventi tradizionali.

Come si attiva la richiesta di Pronto Intervento

La richiesta di Pronto Intervento viene inoltrata tramite le Prefetture del territorio o dal C.O.A. (Comando Operazioni Aeree) di Poggio Renatico. Dopo un’attenta analisi, se il Soccorso Nazionale ritiene urgente l’uso dei mezzi dell’AVES, dà autorizzazione alla base di Bolzano che si prepara al decollo immediato. In base alla chiamata e al tipo di urgenza vengono disposti gli assetti e il materiale necessario da imbarcare sull’elicottero in modo da ridurre il più possibili i tempi di intervento.

Intervista al Recuperato Militare (REM):

Da quanto tempo esistono queste figure nell’EI?

“Nell’’ambito della formazione per l’impiego, i Comandanti di Squadra Soccorso Alpino Militare (SSAM) delle Truppe Alpine dell’Esercito, sono sempre stati abilitati ad operare al verricello, ma la figura del REM (recuperatore militare) è stata introdotta dal 2019 e prevede un corso specifico organizzato dall’AVES”.

Dove, come e da chi viene formato il personale REM?

“Per accedere al corso REM delle Truppe Alpine e poter operare in terreno impervio montano, gli uomini devono innanzitutto essere in possesso dei requisiti, conoscenze e informazioni necessarie che consentono di muoversi in sicurezza nelle varie tipologie di ambienti montani, in estate e in inverno, quindi su roccia, ghiaccio, neve e nelle zone più impervie. L’abilità deve essere acquisita singolarmente e in sinergia con altro personale. Devono possedere le qualifiche di: istruttore militare di alpinismo, istruttore militare di sci, esperto militare neve e valanghe, tecnico del soccorso alpino militare. I corsi REM sono organizzati dai reparti designati dal COMAVES con istruttori dell’AVES per tutto ciò che concerne l’elicottero, mentre per la parte a terra (dopo lo sgancio dal verricello) l’istruttore è un tecnico di soccorso alpino militare delle TA”.

Che tipo di missioni svolgono e in quali ambiti?

“La formazione alla “SSAM” (Scuola Specialisti AM), conferisce al personale REM l’idoneità per intervenire in qualsiasi tipo di soccorso sia di addestramento che in operazione reali, in patria e all’estero. In Italia le abilità acquisite vengono messe a disposizione delle autorità, Prefetture e al CNSAS, che possono richiederne l’intervento laddove fosse ritenuto necessario”.

Da chi dipendono?

“I REM sono inseriti nelle squadre soccorso dei Reggimenti delle Truppe Alpine dell’Esercito dislocati sull’arco alpino ed appenninico”

Quali tipo di attrezzatura viene utilizzata per i soccorsi in montagna?

I REM e più in generale le squadre soccorso alpino militare, sono dotati delle stesse attrezzature tecniche utilizzate in campo civile (imbragature specifiche, zaini specifici, corde, connettori, cavalletti per recuperi) con l’aggiunta di materiali di normale utilizzo in campo militare (visori notturni, camere termiche, radio…)”.

In quanti operano solitamente?

“Sulla base del tipo di intervento il REM può operare da solo, con alcuni elementi della Squadra o con tutta la Squadra”.

Da chi vengono attivati in caso di emergenza?

“Vengono attivati dall’iter autorizzativo di F.A. dopo che l’autorità prefettizia ne abbia fatta espressa richiesta”.

Quanto devono allenarsi per mantenere l’abilitazione?

“Per le attività di mantenimento sono previste almeno due esercitazione operative all’anno”.

L’equipaggiamento dei Recuperatori militari (REM).

Il R.E.M. quando opera in territorio nazionale veste la divisa da montagna che è costituita da un caschetto da alpinismo, che dal punto di vista tattico è  il più idoneo per mantenere le cuffie della radio comodamente in testa, una giacca a manica lunga staccabile o un gilet, entrambi con tasche capienti: porta radio, moschettoni, fettucce, cordini e forbici taglia corde e di colore giallo molto appariscente per poter essere visibili e facilmente individuabili dagli equipaggi degli elicotteri o dal personale a terra durante le operazioni di soccorso. Come calzature vengono indossati scarponi leggeri da alpinismo o di avvicinamento in base al terreno in cui si dovrà operare. Nelle operazioni di salita o discesa con verricello, come in parete o terreno impervio, vengono utilizzati pali pescanti, treppiedi o sistemi di paranchi su corda. Si impiegano diversi dispositivi chiamati “ciapin”, fettucce cucite con anelli, per assicurare l’operatore e il personale da trasportare o barella.

Le barelle sono dispositivi omologati sia per uso terrestre che su elicotteri; possono essere completamente in carbonio, in alluminio alleggerito o materiali compositi leggeri.  Al R.E.M. vengono dati in dotazione anche lampade frontali, con possibilità di utilizzo di luce rossa per non disturbare i piloti durante le operazioni notturne, o in alternativa il “T.O.B.” con visori e occhiali trasparenti, guanti protettivi necessari durante operazioni in terreni impervi, boscosi e in zone sabbiose o molto polverose. Va sottolineato, inoltre, che il R.E.M., operando in teatri molto sensibili, è abilitato ad utilizzare materiali totalmente mimetici affinché le operazioni possano essere eseguite in modo il più possibile silenzioso e defilato.

Manutenzione ed Efficienza Elicotteri.

Il Gruppo ha il compito di sostenere logisticamente e tecnicamente l’operatività delle macchine sia volanti che stradali: mezzi antincendio, autobotti ecc. Le manutenzioni programmate degli elicotteri sono divise per ore di volo in base al tipo di macchina. L’UH-205A rimane al gruppo per il 1° livello tecnico dalle 25 ore fino alle 100 ore, successivamente passa al 2° livello tecnico presso il 1° Gruppo di Sostegno “IDRA” a Bracciano per raggiungere le 300 ore. Per eseguire il 3° livello tecnico viene portato presso la ditta Leonardo dove al raggiungimento delle 3.600 ore volate viene effettuata una revisione generale.

UH-205 A/MEP (Mission Equipment Package).

Cockpit AB-205 EX – MEP

Elicottero multiruolo UH-205 A è stato costruito in Italia dalla ditta Agusta su licenza della Bell Helicopter. Un mezzo molto versatile in grado di garantire molteplici tipologie di missioni, spaziando dal supporto tattico, logistico e di fuoco, alla ricognizione avanzata, fino a garantire celeri missioni di sgombero sanitario d’urgenza CASEVAC o MEDEVAC. Queste caratteristiche di volo possono essere largamente sfruttate in occasione di interventi come calamità naturali e nelle attività di ricerca e soccorso di traumatizzati in montagna. Ha una grande capacità di trasporto al gancio baricentrico e può essere dotato di benna antincendio e di verricello di soccorso per i recuperi in zone impervie o essere allestito in configurazione sanitaria. Può operare H24 grazie alle capacità degli equipaggi di impiegare sistemi per la visione notturna NVG (Night Vision Googles). Importante è stata l’implementazione dell’“HULEY”, uno strumento che, seppur anzianotto, ha incrementato la possibilità di effettuare missioni di ricerca, soccorso e trasporto d’urgenza anche in scenari notturni. Oggi la versione utilizzata sul UH-205 A è l’NVG modello ANVIS – 6 con una slitta montata sul casco da volo. Nel 2009 dieci UH-205 A sono stati dotati di apparecchiature e sistemi di protezione avanzati in vista dell’impiego del nuovo TO dell’Afghanistan. Al ritorno in Italia questi dieci velivoli sono piano piano stati riportati alla versione originale per contenere i pesi in configurazione di Utility Helicopter.

Caratteristiche Tecniche:

Tipologia d’impiego: AB-​205 Elicottero da Sostegno al Combattimento (ESC-3)

Peso base: 2200 kg.

Peso max al decollo: 4310 kg.

Monomotore: 1 turbina tipo Lycoming T53-13B/D

Capienza: 11 militari o 6 barelle + 3 di equipaggio.

Velocità massima: 220 Km/h.

Autonomia: 2h 30′.

Massimo carico interno: 1.000 Kg.

Massimo carico al gancio baricentrico: 1.414 Kg.

Armamento: sistema MAMEE (2 mitragliatrici 7,62 mm e razzi da 70 mm) o 2 mitragliatrici 7,62 mm in postazione brandeggiabile. ​

Ringraziamenti.

Foto equipaggi per la realizzazione del servizio.

È doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo servizio e che mi hanno accompagnato durante l’intera giornata: Ufficio Pubbliche Relazioni dello Stato Maggiore Esercito; il comandante del 4° Reggimento “Altair”, Col. Luca Giannini; il responsabile delle Pubbliche Relazioni, Ten.Col. Alberto Marchi; il comandante del 54° “CEFEO”, Ten. Col. Cosimo Martone. Grazie di cuore per avermi concesso la possibilità di vivere questa meravigliosa avventura e “toccare con mano” il valoroso lavoro del personale AVES che garantisce pace e stabilità politico-militare anche in scenari esteri. E’ notevole e ammirevole lo sforzo e l’impegno civico che quotidianamente offrono al nostro Paese a dimostrazione della loro professionalità serietà e umanità.

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