Aviazione Esercito – 7° Reggimento Aves “VEGA”

Aviazione Esercito – 7° Reggimento Aves “VEGA”

  • Introduzione.

Dotato di 2 linee volo distinte, il “7° Vega” vanta la particolarità di essere in grado di assolvere a tutti i compiti che possono essere assegnati ad un’unità dell’Aviazione dell’Esercito, variando le configurazioni degli elicotteri. Quest’ultime vengono sempre definite di volta in volta in base ad un’attenta valutazione dello scenario operativo d’impiego ed un’attenta pianificazione della missione sia in Patria che all’estero. La perfetta integrazione tra le due linee di volo AH129D ed NH90 permette al Reggimento di assolvere alla Missione dell’Aves che è quella di “garantire la manovra terrestre nella e dalla terza dimensione” e di poter quindi impiegare i propri aeromobili per missioni di trasporto, supporto di fuoco, scorta e ricognizione, in integrazione con la componente terrestre e le Forze Speciali ed inoltre condurre compiti specialistici specifici, come missioni di recupero personale ferito MEDEVAC (Medical Evacuation) / NEO (Non Combatant Evacuation Operation), oppure rimasto isolato Personnel Recovery).  Inoltre Il 7° Reggimento AVES “Vega”, come tutte le unità dell’Esercito Italiano preposte a ciò, attraverso i propri assetti di Pronto Intervento Aereo Nazionale può fornire il proprio concorso operativo con tempestività ed immediatezza al fine di fronteggiare quelle situazioni critiche che altrimenti potrebbero comportare la perdita della vita umana o gravi danni a beni o persone. La capacità aeromobile è risultante dall’integrazione delle specifiche capacità proprie delle unità di volo e di fanteria aeromobile, poste sotto unico comando e in grado di assolvere missioni nell’ambito delle quali, le forze, con i loro equipaggiamenti, manovrano nell’Area di Operazione per mezzo di aeromobili, al fine di ingaggiare il combattimento dall’aria e proseguirlo sia a terra che dall’aria. L’AH-129 e l’UH-90, pur essendo impiegati per compiti diversi, scorta uno e trasporto l’altro trovano una perfetta integrazione d’impiego nel Reconnaissance Surveillance Team (RST) o più comunemente Purple Team. Il Purple Team è un assetto costituito da un elicottero da esplorazione e scorta (AH-129) e un elicottero da trasporto tattico (UH-90), impiegato in maniera flessibile, in missioni di supporto operativo e sostegno logistico, adattandosi alle possibili evoluzioni dello scenario operativo attuale. Il Purple Team può avere diverse configurazioni, le quali vengono definite, di volta in volta, dall’attenta valutazione di alcuni fattori quali, il compito assegnato, la presenza di personale ostile, il tempo disponibile, la morfologia del terreno, la minaccia e la presenza o meno di personale e abitazioni civili. In particolare, negli scenari operativi attuali, il Purple Team viene impiegato per il trasporto di personale/materiale, il supporto logistico, l’evacuazione feriti, l’esplorazione, la scorta e la ricognizione. La peculiarità di questo team, sta nella possibilità di poter disporre di un assetto con la capacità di deterrenza propria dell’AH-129 e, della polivalenza dell’UH-90 in maniera integrata, attraverso la standardizzazione e omogeneizzazione delle diverse procedure d’impiego, obiettivo primario del training degli equipaggi.

  • Cenni Storici.

Il 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA” viene costituito il 5 luglio 1996 sulla base di Casarsa della Delizia (PN) con la denominazione di 7° Reggimento Elicotteri d’Attacco “VEGA” alle dirette dipendenze dello Stato Maggiore Esercito. Inquadra inizialmente due gruppi squadroni, il 48° gr.sqd. EA “Pavone” sulla base di Belluno ed il 49° gr.sqd. EA “Capricorno” a Casarsa. Il 23 ottobre 1998, nell’ambito del riordino dell’Aviazione dell’Esercito, diviene 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA” riconfigurandosi sullo storico aeroporto “Giannetto Vassura” di Rimini con alle dipendenze quattro gruppi squadroni (gruppo di sostegno “VEGA”, il 25° gr.sqd. EM “Cigno”, precedentemente sulla base di Campoformido – Udine, il 48° gr.sqd. EA “Pavone”, da Belluno, ed il 53° gr.sqd. EM “Cassiopea” da Bresso – Milano). Il 1° gennaio 1999, passa alle dipendenze della Brigata Aeromobile “Friuli” con sede a Bologna. Il 3 ottobre 1999 a Pinerolo, durante il 36° raduno nazionale della Cavalleria in cui viene sancito il cambiamento di inquadramento dell’AVES, alla presenza del Presidente della Repubblica, il Rgt. riceve lo Stendardo in sostituzione della bandiera di guerra. Il 1° gennaio 2000 assume, pertanto la denominazione di 7° Reggimento Cavalleria dell’Aria “VEGA”. Con Decreto del Ministro della Difesa del 3 novembre 2003, viene istituita la specialità Aviazione dell’Esercito, pertanto, in data 1° dicembre 2003, il Rgt. assume la denominazione attuale di 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA”. Lo stendardo del “Vega” è decorato da una Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, concessa al 48° Gruppo Volo “Pavone” per i meriti acquisiti nel corso delle operazioni di soccorso svolte in terra friulana durante il sisma del 1976. In data 3 novembre 2017, il Ministro della Difesa Cancelliere dell’Ordine Militare d’Italia attesta che con decreto del Presidente della Repubblica del 26 luglio 2017, è stata conferita al 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA” la decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia.

  • Abbiamo posto delle domande al Comandante del Reggimento Colonnello Marco Cardillo.

D: Ci può spiegare il significato del vostro distintivo di Reparto?

Comandante 7° Reggimento “Vega” Col. Marco Cardillo

R: Lo scudo pieno con lo smalto azzurro oltre ad essere simbolo d’amor di patria e di lealtà, rappresenta il colore della Cavalleria dell’Aria. In alto la costellazione della Lira, l’astro centrale che appare più grande rappresenta “VEGA” che dal nome al reggimento. Il gruppo stellare sovrasta l’aquila che simboleggia la fierezza e l’altezza di impegno della specialità.  L’abbinamento dell’aquila al gruppo stella re della “Lyrae” nasce da un’antica rappresentazione della costellazione da parte degli arabi. Essi, infatti, videro nella “Lyrae” il becco e il collo di un rapace in procinto di avventarsi su una preda, tant’è vero che “alfa” la stella più luminosa, fu denominata “Al Nas al Waqi” che significa aquila del deserto. Da quel nome, contratto in Waghi, poi Wega, nacque l’attuale denominazione astronomica: Vega. La pianura fusata nella punta dello scudo ricorda, nei colori, il cavallino nero rampante in campo oro, simbolo usato dal pilota F. Baracca ed è pertanto preciso riferimento all’omonimo aeroporto, già sede stanziale del reggimento a Casarsa della Delizia all’atto della costituzione. Sotto lo scudo su lista bifida d’oro, il motto in lettere maiuscole di nero “SIDERUM VIS”.

D: Come mai è stata scelta proprio Rimini?

R: Come già detto in precedenza, l’Aeroporto militare di Rimini era sede del 5°Stormo dell’Aeronautica Militare che con il mutamento dello scenario geostrategico a seguito della dissoluzione del blocco sovietico, aveva perso la sua valenza operativa. Al fine di dotare l’Esercito di un assetto ad ala rotante avente una elevata capacità di proiezione ed in grado di assicurare il rapido dispiegamento di massive unità in teatri sia permissivi che non permissivi era necessario reperire una sede dagli spazi adeguati e la scelta è ricaduta sulla sede di Rimini facendo confluire le unità dispiegate sulle sedi di Milano, Udine e Belluno con la contestuale chiusura delle predette sedi.

D: Che rapporto avete con i cittadini della vostra zona?

R: Sono innumerevoli gli attestati di stima che sono stati riconosciuti e che tutt’ora vengono riconosciuti al Reggimento non solo dall’amministrazione cittadina del circondario, ma dagli stessi cittadini. Questa stima che ci onoriamo di riscuotere si esplicita attraverso un diuturno impegno e l’essere a disposizione 24/7 per qualunque esigenza per la quale viene richiesto il nostro concorso. A testimonianza di ciò, posso citare, l’impegno che il Reggimento ha espresso durante l’emergenza sanitaria Covid19 con l’impiego H24   degli elicotteri del 7°VEGA per il trasporto di mascherine e materiale sanitario, la gestione di ben 2 DTD (Drive Through della Difesa) a Riccione e Cesena, l’enucleazione del personale sanitario del reggimento in supporto presso varie strutture ospedaliere civili e non ultimo il supporto alle Forze dell’Ordine con l’Operazione Strade Sicure sulla piazza di Rimini da diversi anni.

In aggiunta, il 7°Vega ha partecipato attivamente alla campagna AIB 2022 in supporto alla Protezione Civile ed i nostri elicotteri NH90 sono stati impegnati in più riprese per lo spegnimento di un vasto incendio che ha interessato nei mesi estivi una vasta area del Carso friulano nei pressi di Monfalcone. Recentemente, nel mese di settembre il Reggimento ha contribuito con gli assetti di pronto intervento aereo alle operazioni di ricerca di personale disperso in provincia di Ancona a seguito del violento nubifragio che ha colpito le Marche. Inoltre, è stato avviato un programma di alternanza scuola-lavoro per gli alunni che frequentano l’Istituto Tecnico Aeronautico di Forlì che offre loro la possibilità di trasformare in attività pratica le conoscenze che acquisiscono durante le lezioni teoriche a scuola, trascorrendo 1 mese presso le nostre manutenzioni elicotteri ed i nostri Gruppi di Volo affiancandosi a tecnici e piloti. Questo diuturno impegno, unito a 20 anni di collaborazione e costante presenza sul territorio fan sì che i Baschi Azzurri del 7° Reggimento AVES Vega siano visti da tutte le istituzioni cittadine e dalla cittadinanza come esempio di abnegazione e spirito di servizio a disposizione della comunità.

D: Cosa vuol dire comandare il 7 Vega, i pregi, le criticità?

R: Come già ribadito prima, significa servire con abnegazione il nostro Paese, affrontare con entusiasmo e coraggio le molteplici e complesse sfide che ogni giorno si presentano, da quelle squisitamente operative/addestrative, che naturalmente rappresentano il core business del reparto per la preparazione degli equipaggi impegnati senza interruzione in Italia e all’estero, sia a quelle infrastrutturali che diventano sempre più impellenti in considerazione della vetustà e della grandezza della base, che si sviluppa su circa 350 ettari tra Rimini e Riccione. Al riguardo, progetti a lungo respiro sono stati presentati alle superiori Autorità per realizzare strutture più contenute, efficienti e green, concentrando le funzioni operative del Reggimento lato monte pista, e destinando il lato mare alle infrastrutture ricreative, ivi inclusa la realizzazione del primo polo educativo didattico a sviluppo verticale nell’ambito dell’Esercito Italiano. Quindi come può comprendere un impegno a 360 gradi che sprona e stimola il Comandante a fare sempre di più e sempre meglio per supportare il proprio personale che dedica anima e corpo a questa meravigliosa istituzione.

D: Da quante unità è composto il Reparto?

R: Il 7° Reggimento AVES “Vega” è costituito da due distinti Gruppi di Volo: il 25° Gruppo Squadroni “Cigno” equipaggiato con gli elicotteri UH-90 e il 48° Gruppo Squadroni “Pavone” dotato degli elicotteri AH-129D “Mangusta”.  Il supporto tecnico e manutentivo degli elicotteri viene invece garantito dal Gruppo di Sostegno.  A questo va aggiunto il Comando del Reggimento con lo staff del Comandante ed il Comando alla Sede, responsabile delle infrastrutture, che come detto in precedenza, è l’unità deputata alla complicata gestione e messa in efficienza di un sedime aeroportuale che si sviluppa su circa 350 ettari. Inoltre il 7° Reggimento AVES “VEGA” vanta la presenza del Centro Formazione Equipaggi NH90, che provvede ogni anno alla conversione (Type Rating) e formazione per l’impiego avanzato di piloti, tecnici specialisti e mitraglieri su NH90, avvalendosi di un esperto team di piloti istruttori di volo e di materie tecnico-aeronautiche. Il tutto per un totale di circa 800 tra uomini e donne, facendo del 7°VEGA il Reggimento più numeroso dell’Aviazione dell’Esercito.

 D: Le missioni di Pronto Intervento Aereo del 2022?

 R: Nel 2022 le prefetture locali hanno richiesto diverse volte l’impiego dei nostri assetti, le quali richiedono una particolare assistenza e l’impiego della componente aerea dell’Esercito nei casi di necessità, pubblica calamità o urgenza. All’alba di venerdì 16 Settembre su richiesta della Prefettura di Ancona, un elicottero UH-90 del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA” di Rimini, ha concorso alle attività di ricerca di eventuali dispersi nella zona del Comune di Barbara in provincia di Ancona, permettendo il recupero di alcuni autoveicoli ribaltati al seguito del nubifragio che ha colpito le Marche nella notte tra il 15 e 16 Settembre. Inoltre per tutta l’estate del 2022 il Reggimento ha contribuito alla campagna AIB ed è intervenuto nel mese di luglio in provincia di Monfalcone per contribuire alle operazioni di spegnimento di un vasto incendio che ha colpito le zone del Carso totalizzando 16 sortite sul fuoco per un totale di 28 ore di volo e 340.000 litri di acqua sganciati. Gli elicotteri e gli equipaggi del 7°Vega sono stati impegnati per 5 giorni volando circa 30 h sul fuoco e sganciando circa 420.000 lt di acqua utilizzando la benna antincendio BAMBI BUCKET trasportabile al gancio baricentrico con una capacità di circa 1600lt per ogni lancio. L’Antincendio Boschivo rientra nei concorsi che l’Esercito Italiano, impiegando i propri elicotteri fornisce in supporto alla Protezione Civile nei casi di pubblica calamità garantendo un intervento immediato in sinergia con gli altri Corpi dello Stato al fine della salvaguardia della vita umana.

D: Missioni fatte all’estero e se ce ne sono ancora aperte?

R: Non era ancora trascorso un anno dalla costituzione del 7°Vega sull’aeroporto di Rimini quando una sua unità a livello Gruppo Squadroni è stato rischierato in Albania in concorso alla missione Alba.

Da allora il 7° rgt. AVES “VEGA” con i suoi uomini e donne è stato impiegato in:

  • Kosovo (Op. KFOR 2002-2009)
  • Iraq (Op Antica Babilonia 2004-2006)
  • Libano (Op. Unifil 2008-2009)
  • Afghanistan (Missione ISAF RSM 2007-2021)
  • Mali (Op. Barkhane 2021-2022)
  • Iraq – Erbil (Op Inherent Resolve 2016- ancora in atto)
  • Iraq – Al Asad (Op NATO Mission Iraq 2022- ancora in atto)

D: La manutenzione come viene eseguita? ad opera di chi e ogni quante ore?

R: Il supporto tecnico e manutentivo degli elicotteri viene invece garantito dal Gruppo di Sostegno. La manutenzione degli elicotteri, di entrambe le linee di volo, UH-90 e AH-129, fino ad un certo livello di complessità, viene completamente garantita all’interno del Reggimento dal personale tecnico altamente specializzato. La manutenzione di livello superiore viene demandata ad altri enti di Forza Armata preposti a tali interventi ovvero all’intervento della ditta. Per entrambe le linee, il Reggimento ha ottenuto nel 2018 la certificazione da parte della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità quale ente di manutenzione approvato per il mantenimento dell’aeronavigabilità.

Caratteristiche degli elicotteri ed UH-90 TTH e EES-129 i rispettivi Comandanti dei Gruppo Voli del 7° Reggimento AVES “VEGA”.

Il Ten. Col. Mario Giorgi ripreso prima della messa in moto del suo NH-90.
  • Ten. Col Mario GIORGI – Comandante di Gruppo 25° “CIGNO”

 Le potenzialità dell’UH90 e le impressioni rispetto ai predecessori.

La differenza sostanziale che emerge agli occhi dell’equipaggio di un NH90 è che, rispetto ai suoi predecessori, non è più sufficiente “pilotare” l’elicottero, ma, diventa necessaria la capacità di “gestione” di un aeromobile così complesso. La sofisticata avionica, i 4 display multifunzione con tutte le informazioni ed i dati relativi allo stato di funzionamento dei sistemi di bordo e di navigazione implicano che gli equipaggi abbiano una preparazione ed una formazione avanzata accurata ed approfondita, che garantisca loro di gestire in ogni suo aspetto l’UH-90 anche in condizioni di stress. L’AB-205 e le altre macchine della serie Legacy (AB 412/AB212/AB206) sono macchine che trasmettono la vera sensazione del volo: pilotandoli si crea un vero e proprio feeling tra pilota ed elicotteri. Gli aspetti fondamentali di queste macchine sono la semplicità di costruzione, che si riscontra anche nella manutenzione altrettanto semplice, la semplicità delle procedure di gestione (normali e di emergenza) l’alta efficienza del rotore (tipica del bipala ad esempio per il 205), la manovrabilità e la capacità di recupero degli errori di pilotaggio. Il 205 è, ad esempio, la macchina perfetta ad operare in tutti i terreni possibili, i cui punti di forza sono robustezza, semplicità di costruzione, versatilità di utilizzo nelle diverse configurazioni, semplicità nella manutenzione. L’elicottero da trasporto tattico UH-90 è una macchina completamente differente, che trasmette al pilota tanta sicurezza e ridondanza con la parte elettronica che entra prepotentemente nella gestione completa del volo. Tutto questo è possibile grazie all’altissima affidabilità dei sistemi elettronici interconnessi tra loro che, di fatto, coadiuvano il pilota nella gestione di particolari procedure. In sostanza i punti di forza dell’UH 90 sono la velocità, la manovrabilità, anche con pesi che vanno ben oltre il doppio del vecchio 205, versatilità di utilizzo e manutenzione di tipo modulare, che permette di ridurre notevolmente i tempi di lavorazione, chiaramente a discapito di una logistica dal costo molto elevato.

UH-90 TTH.

NH-90 in volo sul mare adriatico

Frutto di un progetto congiunto che ha visto protagonisti Germania, Italia, Francia e Olanda confluire all’interno del consorzio NHI (Nato Helicopter Industries), l’UH-90 è un aeromobile da trasporto tattico di tipo medio, quadripala e biturbina. Nato ufficialmente il 1° settembre del 1992 è stato il primo velivolo ad ala rotante di fabbricazione europea ad essere prodotto con un sistema di comandi di volo interamente “Fly by wire”, facendo largo uso di materiali compositi. Il contratto di progetto e sviluppo dell’elicottero venne siglato tra l’agenzia NATO NAHEMA (NATO Helicopter Management Agency) e il consorzio industriale NHIndustries. NAHEMA riunisce i rappresentanti delle forze armate delle quattro nazioni inizialmente interessate all’elicottero: Germania, Italia, Francia e Paesi Bassi. L’UH-90 è stato concepito per essere un velivolo in grado di operare ognitempo, sia in volo strumentale che a vista (IFR e VFR), anche con l’ausilio di un visore notturno FLIR-111 prodotto dalla Selex Galileo ed integrato in un casco di volo dedicato HMS/D (Helmet Mounted System/Display). Questo innovativo sistema permette al pilota di visualizzare una serie di dati (navigazione e motore), di allarmi, un generatore di immagini termiche dell’ambiente circostante (FLIR) e ad intensificazione di luce (IIT). Ha un’autonomia di volo di circa 4 ore, con una velocità di crociera di 260 km/h e massima di 324 chilometri orari. Può imbarcare due squadre con assetto da combattimento ed equipaggiamento completo (fino ad un massimo di 20 passeggeri), con un payload massimo di 3600 kg. L’UH-90 sì di tecnologia aeronautica all’avanguardia fra cui avanzati sistemi anti-ice sulle pale dei rotori (ripiegabile quello principale, come la trave di coda), del parabrezza e sui motori al fine di estendere la possibilità di volo anche con condimento con un range termico che oscilla da -40° a +50°. L’elicottero è stato progettato per garantire il suo avviamento e lo spegnimento anche in presenza di vento forte con raffiche fino a 110 km. Caratteristiche all’avanguardia anche per quanto riguarda la trasmissione dei comandi di volo (il sistema “Fly by wire” infatti non è disponibile su molti altri elicotteri dello stesso tipo), che ne rendono il pilotaggio più semplice rispetto a quello dei concorrenti. Il velivolo può contare anche su avanzati sistemi di navigazione, di auto-protezione (sistema EWS) e ad un localizzatore di emergenza (Emergency Locator System), oltre ad una buona protezione balistica grazie alla corazzatura presente sul pavimento. L’equipaggio minimo per il volo è composto da un pilota e un membro di equipaggio in possesso della qualifica di “flight engineer”. Il numero degli occupanti può essere implementato in relazione alla tipologia di missione ed in funzione degli equipaggiamenti installati, fino ad un massimo di 2 piloti, 1 flight engineer e 2 mitraglieri addetti al sistema d’arma a canne rotanti Dillon M-134 D da 7.62 mm oltre al team MEDEVAC. La versione UH-90 TTH (Tactical Transport Helicopter) è la denominazione utilizzata dal Ministero della Difesa italiano per la versione terrestre in dotazione all’Esercito Italiano. In quest’ultima configurazione l’elicottero può trasportare 20 soldati equipaggiati o circa 2500 kg di materiale, movimentabile sia attraverso i due portelloni scorrevoli laterali che attraverso una rampa posteriore. Le caratteristiche di elevata flessibilità e versatilità dell’UH-90 TTH, ne consentono una facile e rapida riconfigurazione tale da permettere lo svolgimento e l’impiego per una vasta gamma di missioni, fra cui operazioni SAR e C/SAR grazie al verricello da 270 kg di portata; il velivolo può inoltre essere inoltre allestito con 12 barelle Nato standard in caso di missioni MEDEVAC/CASEVAC.

Manutenzione NH-90 – Ufficiale Tecnico UH90: Ten. Emanuele QUARTA

Come avviene la manutenzione su questa linea al 7° VEGA.

La missione dello Squadrone Mantenimento Aeromobili è quella di produrre capacità operativa per il comparto ala rotante UH90A, assicurando la massima efficienza del Sistema d’Arma. Per rendere possibile tale obiettivo, lo Squadrone attua una gestione responsabile dei processi organizzativi, implementandoli e rimodulandoli per un impiego razionale e sostenibile delle risorse, orientato ad un’efficace ed efficiente logistica di aderenza, prevista durante la manutenzione di primo Livello Tecnico. Lo Squadrone supporta la capacità operativa di un Gruppo di volo e due Task Group, operativi su UH90A fuori dal Territorio Nazionale, effettuando attività di mantenimento preventiva intesa a proteggere e preservare l’aeromobile e i relativi equipaggiamenti sotto forma di operazioni di controllo, ispezione e sostituzione periodiche programmate: ispezioni pre-volo, post-volo, giornaliera e raggiungimento di limiti di funzionamento in “Flight Hours”. Inoltre effettua attività di mantenimento correttivo di controlli a carattere saltuario (prove di sistemi di missione, carrello, impianti idraulici e apparati avionici) con sostituzione di apparati, strumenti ed accessori secondo le normative in vigore e piccole riparazioni con il disassemblaggio di componenti, eseguibili con attrezzature speciali della flotta UH90A (A.G.E. Aircraft ground equipment). Opera attenendosi a tutte le istruzioni contenute nelle Pubblicazioni Tecniche emesse dalla D.A.A.A., i frequenti “Service Bullettins” le Prescrizioni Tecniche Applicative sul Sistema d’Arma e Turboalbero. Ha una comunicazione diretta e scambio di informazione quotidiana sia con il Polo Tecnico Logistico, il 2° Reggimento di Sostegno “ORIONE” a Bologna, che con l’area tecnico industriale rappresentata dal Technical Single Point of Contact (T-SPOC) alla quale, se necessario, richiedere chiarimenti dal punto di vista tecnico riguardo a problematiche che possono insorgere durante l’esecuzione delle attività di manutenzione.

NH-90 in manutenzione

Bologna è il polo tecnico di riferimento non solo per il 7° Vega ma anche il 5° Rigel di Casarsa, il 3° Reos di Viterbo e il 1° Antares. Tutti gli elicotteri NH-90 confluiscono in un unico PTL. L’attività manutentiva svolta al 7° Vega è di 1° Livello Tecnico. La prima manutenzione all’elicottero UH90A è prevista al raggiungimento delle 25 ore e i successivi stop scadenzati alle 50, 100, 150 fino al raggiungimento delle 300FH e sono previsti limiti calendariali con cadenza annuale per 6 anni. L’attività di 1° Livello Tecnico si differenzia in modo sostanziale da quella di 2° Livello Tecnico dove lo stop manutentivo è più lungo e complesso, in quanto richiede lo sbarco di numerose componenti dell’elicottero, che vengono ispezionate e reinstallate. La manutenzione più lunga nel 1° livello tecnico è quella stabilita alle 300 ore e prevede uno stop di circa due/tre mesi. E’ un controllo molto invasivo. Il manuale include dei task obbligatori mentre altri sono raccomandati ed è probabile che diverse parti importanti debbano essere riparate o sostituite, quindi è necessario fermare l’elicottero ed effettuare lo sbarco di molte componenti.

La particolarità dello Squadrone di Mantenimento UH90A, ad oggi unico per efficienza della flotta, è quello di supportare simultaneamente gli aeromobili in patria e all’estero con personale altamente qualificato con una vasta conoscenza tecnico-professionale che mantiene costantemente aggiornata.

L’aeromobile UH90A è dotato di un cockpit completamente digitale e con avanzati comandi di volo fly-by-wire, un quadro ridondante, ossia tutti i comandi sono doppi, da quelli di volo, idraulici, elettronici, avionici ecc.., in tal mondo, in caso di emergenza, si avrà sempre un secondo comando attivo. Un’altra particolarità di questo elicottero è la struttura in fibra di carbonio, a differenza dei vecchi sistemi in alluminio e rivettatura. La versione TTH per esercito (UH90A), garantisce una bassa tracciabilità acustica, radar e infrarossi ed è dotata di un sistema per la versione notturna “Forward Looking Infrared” (FLIR), visori notturni (NVG) e display integrati nel casco. Altri equipaggiamenti comprendono: radar metereologici, mappe digitali, sistema anticollisione, sedili corazzati per i piloti. Tutti i sopracitati sistemi attraverso lo scarico dei dati DID (sistema MDS …) agevolano il compito dei tecnici nella ricerca di avarie che, tramite un codice di errore inserito nel manuale interattivo e digitale “IETP” (Interactive Electronic Technical Publications), riescono ad effettuare una “troubleshooting” fino alla completa risoluzione del problema tecnico “NH Industries” è l’azienda aeronautica specializzata nella produzione di elicotteri, che raccoglier il meglio dell’industria elicotteristica e della difesa europea essendo costituita da Airbus Helicopters (62,5%), Leonardo (32%) e GKN Fokker (5,5%).

  • – Comandante di Gruppo 48° “PAVONE”
Comandante Ten. Col. Pasquale Argenio

L’addestramento di un pilota AH-129D e le sue impressioni di volo in teatro operativo.

Con il Comandante Tenente Colonnello Pasquale Argenio abbiamo affrontato alcuni temi riguardanti l’elicottero da esplorazione e scorta Mangusta e l’addestramento che i piloti del 48° Gruppo Squadroni svolgono a premessa dell’impiego nei Teatri Operativi.

D: Comandante, ci può illustrare l’iter addestrativo di un pilota di “Mangusta” assegnato al Gruppo Squadroni?

R: Il pilota di “Mangusta”, come gli altri piloti dell’Aviazione dell’Esercito, è un Ufficiale o un Sottufficiale su cui la Forza Armata investe tanto in termini di formazione, con un iter addestrativo che dura più di due anni. Dopo aver acquisito il Brevetto Militare di Pilota di Elicottero presso l’Aeronautica Militare, infatti, i piloti dell’Esercito frequentano un corso di Specialità presso il Centro Addestrativo dell’Aviazione dell’Esercito a Viterbo, dove imparano le tecniche di volo impiegate nell’ambito delle operazioni militari (volo tattico diurno e notturno con apparati di visione notturna, volo in formazioni). Terminata questa fase, il pilota indirizzato all’ AH-129 svolge un corso di abilitazione della durata di circa sei mesi presso il Centro Formazione Equipaggi di Casarsa della Delizia (PN) presso il 5° Reggimento AVES Rigel, durante il quale alternando attività teorica ed attività di volo apprende l’utilizzo degli impianti, dei sistemi e dell’armamento dell’elicottero. Terminata l’abilitazione ed arrivato al Gruppo di Volo, il pilota, seguito dai piloti più anziani, mette in pratica diuturnamente le tecniche e le tattiche proprie del Mangusta in tutti i possibili scenari d’impiego, svolgendo missioni con difficoltà sempre crescente. Il costante addestramento ed il continuo scambio di informazioni, sensazioni ed esperienze, sono fondamentali per la formazione di un giovane pilota di “Mangusta”, che in breve tempo verrà impiegato in Italia ed all’estero come pilota operativo.

D: L’AH-129 è impiegato per una pluralità di impieghi in Italia e all’estero. Quali sono le impressioni di volo che trasmette.

R: Fin dagli anni 90 il “Mangusta” viene costantemente impiegato in tutti Teatri Operativi che vedono operare i contingenti italiani, con il principale compito di garantirne la sicurezza. In tale quadro, scenari in cui la principale minaccia alla sicurezza dei nostri uomini e donne sul terreno è rappresentata da personale che si occulta tra la popolazione civile ed agisce con attività di guerriglia e terrorismo costituisce la maggiore sfida per i nostri equipaggi. Quando in volo, i nostri piloti devono acquisire rapidamente la massima consapevolezza della situazione sul terreno per essere pronti a prendere decisioni immediate. A questa aggiunga che anche la componente ambientale influisce in maniera determinante sull’impiego: situazioni di alta quota e alta temperatura, presenza di sabbia e condizioni meteorologiche estreme mettono in difficoltà tutti gli elicotteri e il Mangusta non fa eccezione. Nonostante ciò il “Mangusta” è un elicottero che ha dato sempre dimostrazione di altissima affidabilità dal punto di vista manutentivo e garantisce anche ora la massima sicurezza degli equipaggi in ogni condizione di impiego operativo.

D: Come si diventa Tecnico manutentore dell’Aviazione dell’Esercito

R: La formazione del personale tecnico Aves, costituito da militari, sottoufficiali e volontari in ferma permanente, viene effettuata a Viterbo. Il corso base dura diciotto mesi durante il quali i candidati apprendono le nozioni e le competenze per diventare tecnici manutentori ed essere poi destinati nei vari Reggimenti Sostegno in funzione alle necessità della FA, oppure, vengono assegnati ai reparti volo per le manutenzioni ordinarie. Per chi lo desidera, è possibile fare poi richiesta per essere trasferito nei C.F.M. (centri formazione manutenzione) ed acquisire una specializzazione ad “hoc” avendo a disposizione macchine di diverso tipo su cui operare e specializzarsi. Il candidato designato alla linea AH-129D al 3° Aquila ad Orio al Serio, dovrà partecipare al corso” Type Training” per la conoscenza della macchina. Durante il periodo di formazione gli viene illustrata tutta la parte elettronica, avionica, meccanica etc., in seguito, l’allievo, in base alla qualifica rilasciata da Viterbo, che può essere: elettronico, montatore, meccanico, motorista o altro, dovrà frequentare il corso di specializzazione relativa al tipo di livello preposto in modo da completare la sua preparazione di conoscenza generale e specialistica. Il corso tenuto in loco da un esperto specialista è composto da una parte pratica, una teorica e un esame finale per attestare l’idoneità dell’allievo al tipo di macchina assegnata. Superato l’esame gli verrà riconosciuta l’abilitazione e potrà così accedere alla “Home job Training”, ovvero la possibilità di “mettere mano” alle varie postazioni, affiancato da un Tutor esperto che seguirà l’intera formazione professionale tramite una check list che attesta tutte le operazioni svolte nei mesi di lavoro. Se verranno raggiunti tutti gli obiettivi fissati con votazioni positive, il tecnico potrà operare

EES-129 “Mangusta”.

Mangusta in decollo per una missione addestrativa

L’AH-129 “Mangusta” della Agusta Westland è un elicottero multiruolo leggero progettato e prodotto dalla Leonardo. Sviluppato a fine anni ’70 come elicottero anticarro, la macchina effettuò il suo primo volo inaugurale a Cascina Costa il 15 settembre 1983. La scelta del nome “Mangusta” fu una trovata commerciale ideata appositamente dalla Agusta per enfatizzare allo stesso tempo le capacità sia del mammifero che dell’elicottero di sconfiggere sul campo in uno scontro diretto il Cobra, elicottero concorrente da battere: il Bell AH-1, denominato proprio “Cobra”.  A differenza di quest’ultimo che è monomotore e bipala, il progetto avviato dalla Agusta risultava migliorato poiché basato su una configurazione con due motori e con un rotore di tipo quadripala. A seguito di una direttiva Nato che assegnava negli anni della Guerra Fredda all’Esercito Italiano un ruolo di contenimento delle forze corazzate del Patto di Varsavia, venne sviluppato inizialmente come elicottero anticarro: L’armamento: missili filoguidati BGM-71 TOW, razzi da 81 mm e con la potenzialità di integrare gli Hellfire. Si trattava di un progetto veramente ambizioso e rivoluzionario sin dall’entrata in servizio dalla prima versione; il “Mangusta” infatti era dotato di sistemi autonomi di navigazione e di visione notturna NVG, in grado di fornire all’equipaggio la piena capacità di combattimento notturno. È stato il primo velivolo da attacco ad essere progettato e costruito in Europa Occidentale. All’epoca infatti nessun’altra nazione europea aveva sviluppato con le proprie risorse un elicottero d’attacco. Nel 2003 Agusta rese disponibile la versione C, completamente migliorata con l’aggiunta di un cannone M-197 a 3 canne rotanti di tipo brandeggiabile.  La versione C o CBT è stata denominata EES dall’Aviazione dell’Esercito, ossia Elicottero da Esplorazione e Scorta; denominazione che è rimasta immutata fino ad oggi. Tra il 2005 e il 2006 l’AH-129C è stato impiegato in Iraq nell’Operazione Antica Babilonia, mentre dal 2007 sono stati dispiegati in Afghanistan. Grazie a vari step, nel corso degli anni l’elicottero ha visto numerosi upgrade: sostituzione del rotore principale 4 pale con uno nuovo penta pala in composito, nuova torretta con mitragliatrice Oto Melara 197B da 20 mm asservito ai movimenti della testa del pilota, sistema ottico FLIR (Forward Looking Infrared), contromisure migliorate, nuovo sistema GPS inerziale, un’avionica avanzata e la possibilità di integrarlo con dei lanciatori per missili antiaerei FIM-92 Stinger e Mistral. Nell’agosto del 2014 la versione Delta è diventata ufficialmente operativa presso il 7° Reggimento “Vega”. Rispetto alla versione precedente, è stata equipaggiata di un’avionica completamente nuova, di una nuova postazione anteriore dotata di schermo LCD multifunzione al posto del vecchio sistema di puntamento a cannocchiale e di un sistema missilistico Spike-ER al posto dei TOW. Il “Mangusta” di ultima generazione è provvisto inoltre di un sistema di integrazione OTSWS (Observation Targeting and Spike Weapon System) Top Lite. Si tratta di un innovativo sistema di Osservazione ed Acquisizione Obiettivi composto da diverse camere ottiche con differenti zoom oltre ad una camera ad immagine termica (IR) ed un designatore laser con telemetro laser; tutto questo permette al copilota gunner una capacità di acquisizione dell’obiettivo nettamente superiore rispetto alla precedente versione. Il nuovo sistema di targeting con il sistema missile SPIKE, che supera il precedente TOW, nella versione Extended Range montata sul Mangusta, è in grado di colpire fino a 8 km di distanza, con la massima precisione, obiettivi di diverse tipologie (veicoli corazzati e blindati, così come edifici e bunker). La torretta Top Lite invece può essere utilizzata anche per la designazione di sistemi d’arma utilizzati da terze piattaforme. Gli avanzati sistemi avionici di cui dispone ne consentono la completa operatività diurna e notturna. Nel complesso il “Mangusta” rimane un velivolo estremamente affidabile, molto agile e robusto, capace di raggiungere una velocità massima di circa 280 km/h grazie al suo peso contenuto. La sua massa a vuoto infatti ammonta a 2500 kg con un peso massimo al decollo di 4600 kg. I materiali compositi che lo rivestono invece, permettono all’intera macchina (compreso motori e rotori) di resistere ad un attacco diretto con colpi di calibro 12,7. Il sistema propulsivo consta di 2 turbine Rolls Royce Gem 2 costruiti su licenza Piaggio e denominate RR 1004, in grado di erogare una potenza massima ciascuna di 890 hp. L’apparato motore inoltre è stato dotato di accorgimenti tecnici finalizzati ad abbattere la loro traccia termica. Dotato di avanzati sistemi di auto-protezione (verniciatura speciale, ricevitori di allarme radar e laser, ingannatori conto i missili a guida IR, blindatura, ecc.) Il “Mangusta” è dunque una macchina progettata per sopravvivere in condizioni operative ostili.

Come avviene la manutenzione della line volo EES-129D. – il Comandante: Ten. Col. Matteo Pierrettori e l’Ufficiale Tecnico: Cap. Matteo BAZZANA

Comandante Ten. Col. Matteo Pierrettori

Il Ten. Col. Matteo PIERRETTORI, Comandante del Gruppo Squadroni di Sostegno ha sotto la sua responsabilità le due manutenzioni A129D ed NH90. La missione dello Squadrone Mantenimento EES è quella di produrre capacità operativa per il comparto ala rotante A129D, assicurando la massima efficienza dell’elicottero e dei Sistemi d’Arma.  Per rendere possibile tale obiettivo, lo Squadrone attua una gestione responsabile dei processi organizzativi, implementandoli e rimodulandoli per un impiego razionale e sostenibile delle risorse, orientato ad un’efficace ed efficiente logistica di aderenza (1° Livello Tecnico). All’inizio di ogni giornata i tecnici con il loro caposquadra effettuano il briefing tecnico per stabilire lo stato e le modalità delle lavorazioni giornaliere, analizzano le varie problematiche eventualmente emerse il giorno precedente e si confrontano con l’ufficiale Tecnico ed i piloti addetti ai voli di manutenzione. Nulla è lasciato al caso. Il filo conduttore di una buona manutenzione e l’ottimizzazione dei tempi per restituire al più presto la macchina alla linea volo è indubbiamente la capacità tecnica, gestionale e professionale di un buon “manager” proprio come il Cap. Matteo BAZZANA, Comandante dello Squadrone Mantenimento EES, una figura importantissima nel reparto di volo, con grande responsabilità e senso del dovere. Lo Squadrone, in sinergia con la linea di volo del 48° Gruppo Squadroni “Pavone” e la Sezione TPL, effettua tutte le attività manutentive preventive e correttive spettanti al 1° livello tecnico. In particolare le attività preventive comprendono tutti quei task atti a proteggere e preservare l’aeromobile ed i relativi equipaggiamenti. Si sviluppano attraverso operazioni di controllo, ispezioni e sostituzioni periodiche programmate: ispezioni pre-volo, post-volo, giornaliera, raggiungimento di limiti di funzionamento in “Flight Hours” cadenzate ogni 25FH fino al raggiungimento delle 275FH (l’ispezione al raggiungimento delle 300FH detta intermedia spetta al 2° livello tecnico) e sostituzioni programmate di particolari che scadono per “LIC” (limite indice calendariale) e per “LOF” (limite ore di funzionamento).  Essendo l’elicottero dotati di sistemi d’arma, esistono ulteriori limiti e sostituzioni programmate dovuti al numero di colpi sparati o nel caso di volo in peso alternativo, relativo alla massa dell’aeromobile al decollo. Per quanto concerne le attività correttive vengono effettuati controlli non programmati che devono essere posti in essere in seguito a inconvenienti registrati nell’impiego dell’aeromobile. Ogni intervento è disciplinato dalla normativa vigente e comunque coordinato con l’ente tecnico superiore, il PTL (2° livello tecnico). Il 7°Vega esegue la manutenzione di primo livello che è estremamente aderente all’attività operativa e di addestramento. Come accennato in precedenza, gli interventi vengono effettuati ogni 25 ore, di volo, sono ispezioni speciali programmate e, a secondo della scadenza, hanno un tipo diverso di lavorazione. Le ispezioni a 25, 75 e 125, sono più leggere e veloci in quanto si lavora solo su alcune componenti seguendo le istruzioni indicate dai manuali tecnici predisposti per ogni impostazione di lavoro, presenti in ogni piazzola di lavoro e consultabili in rete dal personale. A 50 è una ispezione intermedia mentre la più invasiva per il Reggimento è a 100 ore fino ad arrivare a 275. L’ispezione intermedia a 300, invece, viene eseguita al PTL di Bergamo. I manuali sono in costante aggiornamento ed è proprio il continuo utilizzo della macchina, quindi l’esperienza via via matura nel corso degli anni, oltre, chiaramente, all’inserimento di nuovi accorgimenti tecnici, modifiche e miglioramenti che hanno reso tutta la linea A129 sempre più affidabile, sicura e innovativa. Le varie modifiche, i continui aggiornamenti e l’intero bagaglio di esperienze in teatri operativi hanno permesso di sfruttare la macchina in condizioni d’impiego diverse, a volte marginali, ma ottenendo sempre la massima sicurezza ed elevati standard capacitivi. All’estero in Teatro Operativo si impiega il 1°Livello Tecnico in quanto non ci si può permettere di tenere ferma la macchina per troppo tempo. Una macchina che si ferma, soprattutto all’estero, è una macchina in meno in attività operativa per garantire sicurezza e protezione durante le missioni dei colleghi che operano a terra. Riassumendo, i livelli tecnici sono divisi in: 1° livello tecnico al Reggimento operativo, 2° livello tecnico al PTL di Bergamo, e 3° livello tecnico è in ditta. Il 7°Reggimento “VEGA” ha ottenuto la certificazione di aeronavigabilità da parte della Direzione Armamenti che attesta la qualità manutentiva del reparto. La certificazione viene rinnovata ogni tre anni dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (ARMAEREO). La collaborazione tra i gruppi manutentivi dei reparti di volo ed i PTL permette di creare una sinergia comune allo scopo di garantire al meglio il risultato della missione. Lo Squadrone mantenimento EES applica e si attiene a tutte le istruzioni specifiche contenute nelle Pubblicazioni Tecniche emessa dalla D.A.A.A, su tutte le Prescrizioni Tecniche Applicative della cellula e del Turbomotore. Sgombera materiali inefficienti e non riparabili presso la nostra base manutentiva verso il Polo Tecnico e riceve il rifornimento di apparati e assiemi efficienti da sostituire. Lo Squadrone Mantenimento EES, ha fornito e fornirà per i futuri impegni operativi, squadre tecniche formate da personale altamente qualificato con una vasta conoscenza tecnico-professionale, costantemente aggiornato al fine di arginare le numerose criticità tecniche meccaniche e/o avioniche che si possono riscontrare in un contesto di una così elevata complessità.

Ringraziamenti

È doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo servizio:

– Ufficio Pubbliche Relazioni dello Stato Maggiore Esercito;

– Il Comandante del 7° Reggimento “VEGA”, Col. Marco CARDILLO;

– I ‘Ufficiale addetto alla Pubblica Informazione Cap. Valerio MAGRINI

– Il Comandante del 48° Pavone, Ten. Col Pasquale ARGENIO

– Il Comandante del 25° Cigno, Ten. Col Mario GIORGI

 … e gli operatori che mi hanno accompagnato durante l’intera giornata. Grazie, a tutti per avermi concesso la possibilità di poter “toccare con mano” il valoroso lavoro del personale AVES che garantisce pace e stabilità politico-militare anche negli scenari esteri. Grande lo sforzo e l’impegno che quotidianamente offrono alla nostra Italia, a dimostrazione della loro professionalità, serietà e umanità.

Testo & Foto di Alessio L. a cura di AB-AviationReporter.com

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