Aeronautica Militare – Estonia – Operazione “Baltic Eagle”

Aeronautica Militare  – Estonia – Operazione “Baltic Eagle”

Dal gennaio 2018, con l’avvio dell’operazione “Baltic Eagle”, l’Aeronautica Militare italiana contribuisce alla difesa aerea estone nell’ambito della missione NATO di Air Policing, il cui obiettivo è quello di preservare lo spazio aereo alleato assicurando le connesse esigenze addestrative del Paese.

La Task Force 36° Stormo, costituita da due velivoli Eurofighter della base aerea di Gioia del Colle (BA) e da due del 4° Stormo di Grosseto, è schierata presso l’aeroporto di Ämari, a pochi chilometri da Tallin, fino al mese di maggio. Si tratta, di fatto, della prosecuzione delle missioni già svolte dall’Aeronautica Militare italiana in Islanda, in Bulgaria e nei Paesi Baltici, sebbene sia la prima volta in Estonia.
Nel 2004, con l’ingresso nell’Alleanza Atlantica dei Paesi Baltici e della Bulgaria, gli spazi aerei di quei paesi sono divenuti parte integrante dello spazio euro-atlantico e, come tali, sono stati inclusi nel sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. Tale sistema comprende anche l’attività di Air Policing, che consiste nella continua sorveglianza aerea volta ad assicurare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo della NATO.

Peraltro, taluni membri dell’Alleanza non dispongono di assetti in grado di garantire appieno la propria difesa aerea secondo gli standard richiesti dalla NATO e, in questi casi, altri Paesi membri – permanentemente o a turno – si fanno carico di integrarne le capacità di difesa. È quanto svolge, ad esempio, la nostra Aeronautica Militare nei confronti della Slovenia (permanentemente) e dell’Albania (in turnazione con la Grecia). Inoltre, nel 2014, in occasione del vertice di Galles, la NATO ha deciso un potenziamento di tali attività – la cosiddetta enhanced Air Policing – a favore dei Paesi membri del fianco orientale. Tali missioni rappresentano quindi la capacità dei Paesi dell’Alleanza di condividere e ottimizzare l’impiego di mezzi, di personale e di professionalità, per salvaguardare lo spazio aereo NATO, riducendo i costi e massimizzando l’efficienza.

L’Air Policing è una capacità di cui si è dotata la NATO a partire dalla metà degli anni cinquanta e consiste nell’integrazione, in un unico sistema di difesa aerea e missilistico NATO, dei rispettivi e analoghi sistemi nazionali messi a disposizione dei paesi membri.

Speciale News: Typhoon italiani in missione in Estonia con due piloti donne ai comandi intercettano aereo che non si atteneva alle procedure di riconoscimento del traffico aereo estone

​​Nei giorni scorsi, due caccia italiani Eurofighter Typhoon sono intervenuti, a seguito di un “Alpha scramble”, al fine di intercettare un velivolo che non stava rispettando le procedure di comunicazione e riconoscimento con le autorità estoni per il traffico aereo. I due aerei della Task Force Air del 36° Stormo sono decollati dall’aeroporto militare di Ämari e, in pochi minuti, hanno intercettato il velivolo – rivelatosi, poi, un aereo da trasporto An -26 “Curl” – che attraversava lo spazio aereo baltico senza essersi propriamente identificato.
Si tratta della nona attività di intercettazione reale – scramble – da parte degli Eurofighter italiani, resa ancora più particolare dal fatto che per la prima volta, da quando le Forze Armate italiane sono schierate in Estonia, entrambi i piloti fossero Ufficiali donne della nostra Aeronautica.
Lo “scramble” è l’attività operativa consistente nel far attivare in maniera rapida una coppia di velivoli caccia, al fine di intercettare e identificare un aereo sconosciuto che viola lo spazio aereo dell’Alleanza, o non si identifica propriamente con il controllo del traffico aereo, al fine di garantire la sicurezza dei cieli da qualsiasi minaccia, potenziale o eventuale. La Task Force 36° Stormo, costituita da due velivoli Eurofighter della base aerea di Gioia del Colle (BA) e da due del 4° Stormo di Grosseto, è schierata presso l’aeroporto di Ämari, a pochi chilometri da Tallin, fino al mese di maggio. L’Operazione Baltic Eagle è, di fatto, la prosecuzione delle missioni già svolte dall’Aeronautica Militare italiana in Islanda, in Bulgaria e nei Paesi Baltici, sebbene sia la prima volta in Estonia.  
Nel 2004, con l’ingresso nell’Alleanza Atlantica dei Paesi Baltici e della Bulgaria, gli spazi aerei di quei paesi sono divenuti parte integrante dello spazio euro-atlantico e, come tali, sono stati inclusi nel sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. Tale sistema comprende anche l’attività di Air Policing, che consiste nella continua sorveglianza aerea volta ad assicurare l’integrità e la sicurezza dello Spazio Aereo della Nato.

Foto & Testo: Ministero della Difesa e Ufficio Pubbliche Relazioni AMI;  a cura di Ab-AviationRepoter 

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